Corvino: "Il mercato del Lecce è legato al budget che la società ci metterà a disposizione. La serie A è il frutto del lavoro di squadra"

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Lino DE LORENZIS
Pantaleo Corvino, direttore generale dell'area tecnica del Lecce

La voglia di Pantaleo Corvino di comunicare al mondo intero la gioia sua e del suo braccio destro, Stefano Trinchera, per l’approdo del Lecce in serie A. Nel calcio che conta. E con tutto il rispetto per il torneo di serie B che proprio quest’anno è stato caratterizzato dalla lotta serratissima per il salto di categoria che ha visto coinvolte almeno otto squadre, molte delle quali protagoniste di sessioni di mercato da urlo. Su tutte, Parma e Monza. Anche altri club però nel corso della stagione non hanno badato a spese per vincere il campionato. Obiettivo raggiunto dal Lecce all’ultima giornata senza appesantire il bilancio del club ma ricorrendo alle idee. Un concetto ribadito anche ieri in conferenza stampa dal 72enne manager salentino, collezionista di successi a livello di prima squadra e di giovanili, e noto scopritore di talenti in giro per il pianeta. «Oggi sono più sereno rispetto alla settimana scorsa, quando la conferenza stampa è stata un po’ infuocata - ha detto Pantaleo Corvino, seduto accanto a Trinchera -. Come ricorderete, la gara con il Vicenza aveva prodotto argomenti che mi avevano indotto ad essere più alterato perché ognuno di noi ha visto quell’atto di alta slealtà. Considerato che siamo stati costretti a giocarci la promozione all’ultima giornata proprio a causa di quell’episodio c’era il rischio di perdere 40-50 milioni di euro. E sapete quanto sono importanti quelle cifre».
Come avete raggiunto l’obiettivo?
«Quando si dà vita ad un progetto, e noi lo abbiamo fatto 18 mesi fa, ci si prefiggono anche degli obiettivi da raggiungere. Bisogna poi individuare una strada da percorrere ed è fondamentale saper scegliere quella giusta. Il Lecce ha scelto di percorrere quella più difficile dicendo no ai prestiti e ai debiti. Strada facendo qualcosa è cambiata ma bisogna tener conto che ci si trovava nel bel mezzo della pandemia. Nonostante le difficoltà oggettive abbiamo puntato con forza si patrimonializzazione e ringiovanimento dell’organico. Senza mai perdere di vista il settore giovanile: nella mia prima esperienza con il Lecce brillava di luce propria, sinceramente quando l’ho visto diciotto mesi fa è stata una fitta al cuore. In questo momento stiamo lottando per la salvezza nel campionato Primavera 1, ma puntiamo sul settore giovanile a 360 gradi e state certi che attraverso il lavoro lo riporteremo dove merita. Tempo al tempo. Per ora posso anticipare che dalla stagione 2022-2023 la Primavera non rientrerà più nelle competenze del settore giovanile bensì della prima squadra, quindi il responsabile della prima squadra lo sarà anche della Primavera. Potrebbe valere lo stesso discorso anche per l’Under 17».

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L’operazione di restyling è passata anche attraverso alcune importanti operazioni di mercato anche alla luce dei tanti calciatori in esubero, è vero?
«È bene ricordare che quando sono arrivato il Lecce aveva il settimo monte ingaggi del campionato con calciatori in organico che però non avevano mai giocato, nemmeno un minuto. Abbiamo lavorato sodo raggiungendo un obiettivo e portando tutti a fare gli straordinari. Grazie a questo lavoro è stato possibile formare formato un bel gruppo, forte. Abbiamo scelto prima gli uomini e poi i calciatori, dimostrando sul campo abbiamo la bontà delle nostre idee. E dire che qualche sapientone aveva bocciato anche il nostro modulo di gioco... Alla fine però abbiamo vinto un campionato difficile mettendo in evidenza il capocannoniere e il vice capocannoniere, la migliore difesa e la migliore differenza reti».
In serie A però servirà molto di più per centrare l’obiettivo della salvezza. Ci state già pensando?
«Sappiamo benissimo che andremo ad affrontare un animale diverso dalla B. A livello di club saremo dei verginelli rispetto ad altre realtà, dunque sarà logico incontrare difficoltà anche perché il contesto è molto diverso da quello di queste ultime stagioni. Siamo come dire in una fase di effervescenza societaria, quindi non possiamo ancora programmare. Ho chiesto però alla proprietà le condizioni di programmazione perché il campionato partirà già a metà agosto e dobbiamo arrivarci preparati».
Il Lecce rischia di perdere Gabriel, giunto a scadenza di contratto?
«Vi spiego com’è la situazione. Qualche mese fa ho convocato Gabriel, Coda e Lucioni con l’intenzione di proporre a tutti il rinnovo del contratto. Mentre Coda e Lucioni hanno accettato la nostra offerta e di conseguenza si sono legati al club anche per i prossimi anni, Gabriel invece ha detto che pur avendo grande legame con me e con il Lecce voleva prendersi del tempo per riflettere. Il ragazzo è stato sincero e onesto, su questo non ci piove. È chiaro però che noi dobbiamo guardarci attorno perché non possiamo farci trovare impreparati qualora non arrivi la fumata bianca. Così abbiamo pensato ad una soluzione alternativa. Ora rivedremo i procuratori per conoscere le decisioni prese». 
Hjulmand, tra i principali artefici della promozione, è finito nel mirino di molti club italiani e stranieri. Riuscirete a trattenerlo nel Salento?
«Voglio essere sincero. Il Lecce non può permettersi di dichiarare giocatori come incedibili perché siamo consapevoli delle nostre risorse. Questo però non vuol dire che lasceremo andare i giocatori dinanzi alla prima offerta. Per Hjulmand e per Strefezza aspettiamo prima le indicazioni della proprietà, ci aiuteranno a capire le strategie future. Fermo restando che per noi nessuno è incedibile».
Riconfermerete mister Baroni?
«Per quanto riguarda l’allenatore, il suo rinnovo è legato alle coordinate che la società ci darà prossimamente. Come ho detto, il tempo a disposizione è poco, soprattutto quest’anno, bisognerà fare tutto in fretta».

Ultimo aggiornamento: 15:53
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