Ecco perché Ternana-Bari è la partita più importante della storia recente dei biancorossi

Foto: Domenico Bari
Foto: Domenico Bari
di Giuseppe ANDRIANI
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Giovedì 23 Maggio 2024, 08:16

Solo chi non ha mai vissuto i gironi (infernali) della Serie C non è d'accordo con l'assunto secondo cui quella di oggi è la partita più importante della storia recente del Bari. Più della finale playoff di appena undici mesi fa contro il Cagliari. Perché se lì lo sliding doors lasciava intravedere il paradiso, qui al di là di quella porta - per altro già aperta in parte - si vede l'inferno. La Serie B non è un vanto per il Bari e soprattutto non può esser altro che un timido punto di partenza per Bari. Una base su cui ragionare. Ma la C è l'inferno e nient'altro. Il Bari dei De Laurentiis, quando le prospettive di investimento erano diverse (e lo erano anche le uscite mediatiche), ci ha messo tre stagioni per uscirne. Anni difficili.

E per chi pensa all'erba sempre più verde della vicina Lecce, basti sapere che appena pochi giorni fa Saverio Sticchi Damiani - da presidente di due promozioni in A e due salvezze consecutive nel massimo campionato - ha detto che la sua vittoria più bella è stata il salto di categoria dalla C alla B. Bari, oggi, è chiamata a vincere per non dover rivivere la finale di Reggio Emilia, la fuga della stessa Ternana, quella della Reggina, i campionati all'inseguimento. Perché la C rischia di diventare un imbuto che filtra entusiasmo, passione, spettatori allo stadio, incassi dai diritti tv. E voglia di calcio vero. L'impresa sfiorata dell'anno scorso nasceva dalle ceneri degli anni difficili. Ecco perché oggi il Bari dev'essere all'altezza di giocarsi una parte della propria sopravvivenza sportiva. Vincere vuol dire restare nel calcio vero. Federico Giampaolo, Ciro Polito, Luigi De Laurentiis - in quest'ordine - hanno il dovere, oggi, di spiegare alla squadra quanto vale questa partita per una città che pochi giorni fa ha portato oltre 30mila persone allo stadio. E magari lo farà capitan Di Cesare. Uno che c'era, dall'inizio, da sempre (e che oggi compie gli anni). È la partita più importante degli ultimi vent'anni. E serve a evitare di dover rivedere quella scritta: «Lasciate ogni speranza...». Per difendere almeno la speranza.
 

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