Serie A, confusione totale. A rischio la ripresa degli allenamenti di lunedì. Spadafora: "Protocollo da rivedere? Riparliamone tra dieci giorni"

Sabato 16 Maggio 2020 di Lino DE LORENZIS
Gabriele Gravina, presidente della Figc
Non c’è nessuna certezza sulla ripresa degli allenamenti collettivi a partire da lunedì prossimo. Quando la strada sembrava ormai in discesa verso il ritorno alla piena attività, all’improvviso la situazione è precitata nuovamente. Pomo della discordia alcuni punti chiave del protocollo validato dal ministero della sanità: la quarantena obbligatoria per tutto il gruppo-squadra in presenza di una nuova positività; le responsabilità a carico dei medici sociali e dei presidenti dinanzi ad un caso di coronavirus; difficoltà a trovare strutture ricettive capaci di ospitare le squadre di serie A.
La Lega serie A Ieri mattina c’è stato un incontro in cui sono state evidenziate tutte le criticità del protocollo. “Si è tenuto, in un clima di fattiva collaborazione, l’incontro tra la Figc, la Lega Serie A, il presidente della Fmsi Maurizio Casasco e il rappresentante dei medici della serie A, Gianni Nanni - è scritto in una nota della Lega -. Sono stati analizzati i punti del protocollo difficilmente attuabili e sono state costruttivamente elaborate alcune integrazioni atte a risolvere problematiche oggettive. Vi è stata una generale condivisione delle proposte finali, formulate per garantire una ripresa in piena sicurezza degli allenamenti di gruppo”.
La Federcalcio Le richieste del mondo del calcio sono state riportate dal presidente Gabriele Gravina al ministro dello sport Spadafora. «L’Inail, con una sua circolare, ha già chiarito che c’è responsabilità solo in caso di dolo e di colpa grave - ha detto alla Rai il presidente Gravina -. Quello che ci preoccupa rimane il tema del positivo che manda tutta la squadra in quarantena. Tema che affrontiamo con determinazione e anche con attenzione, per evitare un rapporto stressato che porti tensioni e il blocco del campionato. Inoltre, c’è una difficoltà oggettiva ed è l’impossibilità di reperire strutture ricettive disponibili per i ritiri. Quindi, dobbiamo consentire, condividendo il percorso con Spadafora e Speranza, una piccola variazione al protocollo che permetta di continuare ad allenarsi, trasformando gli allenamenti da individuali a collettivi». In un contesto di grande incertezza, si pensa anche ad un piano B «L’ipotesi playoff non è accantonata, dobbiamo essere pronti a qualunque evento - ha aggiunto Gravina -. Ad oggi esiste la possibilità di un calendario molto denso di appuntamenti ed impegni. Dobbiamo però essere pronti e metteremo sul piatto della bilancia anche il ricorso ad una modalità diversa per la chiusura del campionato».
I calciatori Ieri sera si è riunita pure l’Associazione Calciatori che ha incontrato i rappresentanti delle squadre. L’Aic, confermando che tutti i calciatori sono pronti a tornare in campo, hanno sottolineato la necessità di migliorare il protocollo su ritiri e quarantena.
Il ministro dello sport Non si è fatto attendere l’intervento di Vincenzo Spadafora. «Con l’evoluzione dei prossimi 10 giorni, quando dal 18 maggio ci sarà la vera riapertura, perché avremo milioni di italiani che torneranno alle loro attività, se la curva del contagio ce lo consentirà, massima disponibilità da parte nostra a rivedere in maniera meno stringente anche questa regola. Nessun ostruzionismo e nessuna volontà dei creare difficoltà - ha detto il ministro ospite di Stasera Italia su Rete 4 -. Lunedì dovevano riprendere gli allenamenti del calcio sulla base di un protocollo che un mese fa mi hanno proposto Figc e Lega. Oggi capiamo che la Lega ha difficoltà ad attuare il protocollo proposto. Le squadre dovrebbero andare in autoisolamento, ma oggi si rendono conto che non hanno le strutture adatte. Ce lo hanno proposto loro, se non ne sono in grado ne prendiamo atto. Se la Figc ritiene che non ci siano le condizioni per autoisolare tutta la squadra, si adattino le regole degli altri sport di squadra, permettendo ai calciatori di tornare a casa la sera, purché rispettino le regole minime come il distanziamento sociale. Ieri abbiamo visto le immagini del solito presidente che ha fatto allenare la squadra insieme senza rispettare le regole. Se gli allenamenti non possono ricominciare come previsto ne riparliamo. Se tutto questo va in successione non vedo perché non si possa ripartire».
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