Salto triplo, ora il salentino Greco sogna le Olimpiadi

Giovedì 14 Novembre 2019 di Carlo GRECO
Daniele Greco
Comincia la seconda carriera di Daniele Greco, costellata da infortuni gravi che in pratica gli hanno impedito di saltare sulle pedane per 5 anni, nei quali per ben 5 volte ha dovuto sottoporsi ad interventi al tendine. Ora c’è un nuovo start: nella scorsa estate aveva recuperato dall’ultima operazione, si era allenato, ma molto probabilmente non era ancora pronto per le gare, tanto che nelle qualificazioni del campionato italiano si è dovuto fermare per un indolenzimento muscolare. Ha quindi cambiato programma per l’ennesima volta, rinviando tutto alla prossima stagione, che è quella delle Olimpiadi di Tokio.
Daniele Greco spiega perché ai campionati italiani ha dovuto dare forfait. «Dopo tanti infortuni ed il risentimento muscolare di mesi fa, c’è sempre un problema di avvicinamento alla prestazione, infatti non mi sentivo totalmente sicuro forse, ma prendo tutto invece il lavoro successivo come una preparazione per Tokio 2020. Avevo un dolore muscolare, ma se non era possibile gareggiare, almeno mi sono potuto allenare in maniera proficua». È un po’ il circolo dei vizi che prende l’atletica e quando non puoi salire sulla pedana cerchi di salvare il salvabile, anche se può giungere (e può fare molto) la fisioterapia in soccorso. Ai campionati mi ha bloccato un risentimento all’adduttore destro. Credo adesso di essere completamente integro e gli esami effettuati qualche mese fa non hanno dato alcuna controindicazione, per cui non dovrei incontrare soverchie difficoltà. Secondo me mi sono allenato a pieno regime, sto bene a 360°, e l’ulteriore impatto con le scarpe chiodate dovrebbe essere superato positivamente».
Tornerà in pedana per le gare di indoor al coperto e nel mese di febbraio sono previste quelle principali, comprese i campionati italiani e i Mondiali a Nanchino, in Cina. «Se tutto va bene e dopo aver fatto una seria valutazione, potrei ritenere le competizioni delle prove a livello generale, magari particolarmente indicative. Sarà interessante rimettermi in gioco, ho ancora 30 anni e posso puntare anche alle Olimpiadi successive, non solo a Tokio, che è la data più vicina e più importante».
A proposito dei giochi giapponesi, c’è da sottolineare che il minimo per partecipare è 17,14 stabilito naturalmente dalla Iaaf, una lunghezza che certo è nelle possibilità del salto triplo leccese, ma è un aspetto da valutare appieno. Daniele Greco lo sa bene. «Questa lunga fase di preparazione, durante la quale non sono sceso in pedana, può essere molto positiva per le prossime gare e per le Olimpiadi soprattutto, ma vediamo prima che si può fare con il minimo, che deve essere siglato entro fine giugno. Punto un po’ a tutte queste gare, ma le Olimpiadi sono un appuntamento troppo importante».
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