Pilato rompe il tabù: «Ho gareggiato con le mestruazioni, per noi non è facile e non ho problemi a dirlo»

Pilato rompe il tabù: «Ho gareggiato con le mestruazioni, per noi non è facile e non ho problemi a dirlo»
di Giuseppe ANDRIANI
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Mercoledì 29 Giugno 2022, 14:17

Aspetti un momento per tutta la vita, la gara che può consacrarti campionessa del mondo. E poi rischi di rovinare tutto. Non per un errore tecnico o per uno sbagliato approccio mentale, ma per gli effetti del ciclo mestruale. Può succedere ed è la grande paura di tante sportive. Se ne parla poco, in un Paese nel quale le mestruazioni sembrano quasi tabù. Un tabù buttato giù da Benedetta Pilato. «Io ne parlo liberamente», ha detto qualche giorno. Con il sorriso di sempre e le unghie colorate, la leggerezza di chi quasi, a volte, non riesce a rendersi conto del fatto che sembra essere diventata l'erede di Federica Pellegrini. «Noi donne rispetto agli uomini abbiamo un problema in più, è giusto dirlo: a loro basta essere in forma, non hanno elementi di disturbo aggiuntivi come per noi può essere il ciclo. Io il giorno della finale dei 100 rana ero nel pre-ciclo anche se non dovevo esserlo e non stavo bene, anche per questo il tempo è stato alto. E al mio allenatore che è arrivato l’altro giorno ho chiesto di portarmi gli assorbenti da Taranto», ha detto al Corriere della Sera. 

Benny come la divina

Lei quel giorno ha vinto l'oro mondiale, diventando l'unica italiana minorenne a riuscire nell'impresa. Insomma, come a dire: il ciclo? No problem. Ma non è sempre così. Ha chiaramente parlato di tempi alti, in una gara diversa magari non avrebbe vinto. Le mestruazioni possono ridurre le prestazioni delle sportive, è un elemento ormai riconosciuto da diversi medici dello sport. Benny ha scoperchiato il vaso di Pandora, portando alla luce un "problema" che esiste per tante. Nel 2016 spiegò lo stesso Federica Pellegrini (a proposito di eredità), spiegando come era stata condizionata proprio da questa situazione nel giorno della gara alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. 

Tennis, il caso di Zheng Qinwen

E un mese fa, al Roland Garros, aveva parlato con toni ancor più duri Zheng Qinwen, giovane tennista cinese, crollata contro la Swiatek. Ha mostrato reticenza nello spiegare cosa avesse, poi rispondendo alle domande incalzanti si è lasciata andare: «Vorrei essere un uomo, il mio problema di oggi sono solo le cose da donne. E tu puoi capirmi», ha spiegato a una cronista francese. Aveva avuto bisogno di un medical time-out, per farsi aiutare. Ma, come spesso capita, non c'è soluzione. Da Zheng a Benny, le ragazze ne parlano più liberamente e cade un tabù. Per le sportive, il ciclo, può essere un discrimine, un problema. E la medicina dello sport si interroga sul come "regolarizzarlo". Vanessa Ferrari ha ammesso di prendere la pillola. Che il racconto di Benedetta Pilato possa porre un problema per la prima volta in maniera seria? Forse, con la leggerezza di sempre, se lo augura.

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