L'urlo di Liverani: "Lecce, col Brescia è una finale. Una vittoria per tenere acceso il fuoco"

Mercoledì 22 Luglio 2020 di Tonio DE GIORGI
Mister Fabio Liverani, allenatore del Lecce
Dentro o fuori. Questa sera Lecce al bivio e Liverani indica la strada. «A Genova era una partita fondamentale, ma quella che andiamo ad affrontare questa sera è una finale perché se non si vince i sogni possono quasi svanire. Se invece vinciamo teniamo acceso il fuoco, e pure molto bene - afferma il tecnico del Lecce Liverani alla vigilia della sfida contro il Brescia -. Purtroppo anche a Genova ci è mancato quel pizzico di fortuna, su questo siamo molto in credito. C’è grande rammarico perché la squadra aveva la partita in mano, la gestivamo bene ma gli episodi ancora una volta non ci hanno premiato. Ora pensiamo al Brescia, che ci può permettere di lottare ancora o di non lottare più. La squadra sa che deve vincere con grande umiltà e rispetto per tutti, dobbiamo vincere per forza ci servono i punti. Scenderemo in campo cercando di fare una partita attenta, rispettosa sapendo che anche il Brescia viene qui per vincere perché vogliono tenere acceso quel lumicino di speranza. Dobbiamo avere qualcosa più degli altri, tecnicamente, tatticamente, di testa e con il cuore». La sfida con la squadra bresciana si carica della stessa importanza di quella della passata stagione in Serie B. La squadra lombarda vinse la partita di andata. «A Brescia forse si è visto il peggior Lecce della stagione - continua Liverani -, ma credo che la squadra farà una partita tosta e di grande cuore. La pazienza in questi momenti è obbligatoria, bisogna essere bravi a gestire i vari momenti. Avremo di fronte un avversario che lotterà fino all’ultimo secondo, ma ribadisco: la partita di questa sera è quella che ci permetterà di sperare ancora. Anche se inseguiamo, il destino è nelle nostre mani. Non ci sono partite facili per nessuno, il traguardo bisogna sudarselo, ma faremo di tutto per non avere rimorsi». Il tecnico giallorosso spende due parole per il suo capitano reduce da due errori consecutivi dal dischetto. «Mancosu è il simbolo di questo Lecce per cuore, attaccamento, crescita – aggiunge -. Marco deve stare sereno ed essere contento di quello che ha fatto. Ci possono stare dei momenti nel corso della stagione in cui si è meno lucidi. Deciderà lui se vuole continuare a calciare. La mia fiducia ce l’ha. Uno o due errori non cancellano quello che sei dentro il campo. Dopo l’errore di Genova ha reagito bene, continuato a giocare e ha segnato l’1-1». Ultimo aggiornamento: 11:03
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