Sticchi Damiani: "Stop alla serie A? Decida il Governo"

Lunedì 9 Marzo 2020 di Lino De Lorenzis
Saverio Sticchi Damiani
LECCE Non poteva andare peggio al Lecce. Nella domenica in cui - pur tra mille difficoltà - si sono giocati i recuperi della 26esima giornata, tutte le rivali dei giallorossi nella corsa per la salvezza hanno fatto bottino pieno. La Spal ha sbancato Parma (0-1), la Sampdoria ha battuto in rimonta il Verona (2-1) e soprattutto il Genoa si è imposto a San Siro contro il Milan (1-2). Quest’ultimo è il risultato che sorprende di più e che comporta la retrocessione del Lecce - a pari punti con il Genoa - in terz’ultima posizione.
«Sorpreso? No, nessuna sorpresa - dice con sano realismo Saverio Sticchi Damiani, presidente del club di via Colonnello Costandura -. Effettivamente tutti i risultati sono negativi per il Lecce però per noi cambia ben poco. Sappiamo che c’è ancora tanta strada da fare e che la corsa dobbiamo farla solo su noi stessi, senza guardare in casa degli altri. Tra l’altro mi sembra anche abbastanza normale che le squadre in lotta per la salvezza abbiamo più fame di punti. Quindi, guardiamo avanti anche per capire cosa accadrà nei prossimi giorni».
Presidente, per domani è fissato un Consiglio federale straordinario per affrontare la questione coronavirus. Si vocifera circa una possibile sospensione della serie A e di tutto il calcio italiano fino al 3 aprile...
«Non so proprio cosa rispondere a questa domanda. Noi fin qui abbiamo seguito alla lettera tutte le indicazioni che ci sono state date da Figc e Lega di serie A e così continueremo a fare».
Certo però il calcio italiano ha fatto un’altra brutta figura con Parma-Spal, bloccata nel momento in cui i calciatori stavano per entrare in campo per il fischio d’inizio e poi cominciata con 70 minuti di ritardo in attesa che del via libera.
«Io so che poco prima del fischio d’inizio del match del “Tardini” il ministro dello sport (Spadafora, ndr) ha chiesto la sospensione del campionato... Lo stesso ministro appena due giorni prima aveva proposto la trasmissione in chiaro di tutti i recuperi del campionato di serie A per consentire ai tifosi italiani, impossibilitati ad accedere negli stadi, di assistere alle partite comodamente in poltrona. Ecco, secondo me si dovrebbe scegliere una strada e percorrerla fino in fondo altrimenti si rischia di fare solo tanta confusione. Se anche giocando a porte chiuse si può mettere a rischio la salute di calciatori, tecnici, dirigenti, arbitri e addetti ai lavori, allora spetta solo ed esclusivamente al Governo prendere una decisione. Non si può demandare questo delicatissimo compito a Figc e Lega. È il Governo a dover dare le direttive».
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