Liverani: "Il rigore di Babacar? Io non posso fare il baby sitter"

Giovedì 14 Novembre 2019 di Antonio IMPERIALE
Liverani
Nell’area di rigore della Lazio è rimasta tutta la rabbia per una regola non applicata e per una consegna non rispettata. Se da una parte il Var ha annullato la correzione-gol di Lapadula, dall’altra è stato disatteso un ordine di Liverani che assegna a Mancosu le mansioni di primo rigorista.
«Il calcio di rigore ha cambiato la partita, però non mi piace ripetere certe cose o sentire parlare di casi che non esistono - afferma l’allenatore giallorosso nella conferenza stampa che precede la ripresa degli allenamenti -. È tutto scritto: se uno è incaricato a battere un rigore e viene un altro a chiederti di lasciargli la battuta, gli dici no e tutto finisce. Punto. Se, invece, gli dai la palla in mano, hai preso tu la decisione. Trovare il capro espiatorio è la cosa più facile di questo mondo, ma io faccio un altro discorso: nelle vittorie e nelle sconfitte ognuno ha una percentuale di errore. Abbiamo sbagliato tutti e non c’è un capro espiatorio». L’antipatico siparietto si era già verificato a Milano contro il Milan: anche in quella occasione Mancosu lasciò la battuta a Babacar che si fece parare il tiro da Donnarumma salvo poi riprendere la sfera e depositarla nel sacco. Anche contro la Juventus l’attaccante senegalese ha cercato di impossessarsi del pallone ma in quell’occasione non l’ha spuntata. Ci ha riprovato, con successo, contro la Lazio. «Non saprete mai quello che ho detto a loro nello spogliatoio - continua Liverani -, ma io dalla panchina posso fare ben poco. E aggiungo: quando l’arbitro assegna il rigore, Mancosu ha il pallone in mano e per me calcia lui. Dopo, la mia attenzione si sposta altrove. Non posso certo fare il babysitter a giocatori di trent’anni, che fanno i professionisti da venti. Faccio l’allenatore, impartisco delle regole e le faccio rispettare. Non è che mi diverta a scrivere fogli lunghi quanto una porta per battere il fallo laterale, le punizioni, i rigori e così via. Lo faccio affinché nessuno possa avere alibi e tutti sono responsabilizzati. Ora, però, ho capito che devo fare ancora di più. Ma ci sono pure situazioni che dalla panchina è difficile valutare. Per chiudere questa telenovela, sennò diventa più grande di quella che è, dico che c’è stato un errore, ce ne sono stati altri, ma allo stesso tempo sono convinto che tutti e due hanno capito qual è la strada da percorrere. Babacar prima del calcio di rigore ha fatto una partita ottima». Un rigore che, secondo tanti, andava ribattuto. E a tal proposito il tecnico si allinea a Saverio Sticchi Damiani. «Il mio pensiero è tale e quale a quello del presidente».
Alla ripresa del campionato sulla strada del Lecce ci sarà il Cagliari. «Ormai siamo abituati, affrontiamo le squadra al top della loro forma. Il Cagliari gioca oggi il calcio migliore, ma pensiamo alla nostra crescita, è la cosa più importante. Dobbiamo migliorare nella fase di non possesso, è una questione mentale. Della prestazione contro la Lazio salvo tante cose, ci abbiamo messo grandissima qualità nelle giocate, ma abbiamo commesso errori individuali sul primo e sul secondo gol. Dopo il calcio di rigore è cambiato lo spartito». Non resta che aspettare pure la crescita di giocatori come Benzar e Imbula. Intanto, La Mantia si è sbloccato: tra i principali artefici della promozione vorrebbe sicuramente giocare di più e magari valuterà qualche offerta che arriverà durante il mercato invernale. «Io posso fare solo scelte tecniche - conclude -, altri discorsi bisognerà affrontarli con il direttore sportivo. A gennaio non faremo stravolgimenti, ma solo qualche accorgimento dove siamo un po’ in difficoltà».
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