Lecce, presentato Faragò. E Corvino boccia Rodriguez

Mercoledì 12 Gennaio 2022

L’affondo di Pantaleo Corvino arriva nel bel mezzo della conferenza stampa di presentazione del centrocampista Faragò, primo rinforzo del mercato di gennaio, quando gli viene chiesto di parlare dell’attacco del Lecce. Il responsabile di mercato è un fiume in piena: «Abbiamo Strefezza e Di Mariano, che sono i due titolari – spiega -. Uno con 9 gol e l’altro con 4 senza contare gli assist. Strefezza, senza rigori, è il capocannoniere del campionato. E se Di Mariano ne facesse altri quattro sarebbe un buon bottino per un giocatore come lui». L’analisi abbraccia anche Listkowski e Olivieri: «Nelle alternative sugli esterni abbiamo Listkowski che quando è stato bene ha messo in mostra le sue qualità. Lui e Olivieri non sono degli scappati di casa, Olivieri viene da un campionato in cui ha fatto 29 presenze con una squadra che è arrivata prima e ha realizzato sei gol». 

Dunque quattro calciatori del reparto offensivo, più Asencio e bomber Coda. Sei nomi tra titolari e alternative che, di fatto, inducono a pensare che lo spagnolo Rodriguez sia finito ai margini, praticamente la settima scelta del Lecce. Ed ecco la spiegazione di Corvino: «Io e Trinchera facciamo fatica a convincere qualcuno, tantomeno a suon di milioni di euro, a venire qui e a fare il vice Coda. Devi farti venire delle idee. E la nostra idea era Rodriguez. Ma non ci è andata bene. Al contrario è andata bene con Strefezza, che ha sposato il nostro pensiero di fare l’esterno alto e i risultati si sono visti. Qualcun altro non ci supporta, a volte. Inconsciamente o volutamente non lo so. Ma noi pensavamo che Rodriguez potesse essere un attaccante, con caratteristiche diverse, per fare in campo quello che fa una prima punta. Nel Napoli c’è Osimhen che è un armadio e il suo sostituto è Mertens che ha caratteristiche diverse. Questo è il calcio, è un laboratorio, è pensare. E noi pensavamo, in questo modo, anche di fare l’interesse di Rodriguez, così come stiamo pensando di fare l’interesse di Olivieri che è un altro calciatore che si è messo a disposizione di Baroni per un ruolo che può dargli una prospettiva, visto che è un giovane di vent’anni». Insomma, per lo spagnolo sembra una bocciatura. 

Paolo Faragò è del Lecce

Corvino ha finalmente convinto il centrocampista a vestire la maglia giallorossa. Ci provò già quando lavorava per la Fiorentina. «Gli amori a volte ritornano - dice il responsabile del mercato giallorosso -, l’anno scorso mi disse sinceramente che non era nelle condizioni di accettare la proposta del Lecce. Non è l’alternativa di nessuno, allarga la qualità del nostro centrocampo». Contro la Sampdoria l’ultima partita con la maglia del Cagliari, ma il suo trasferimento al Lecce era già cosa fatta. «Ho sentito la fiducia, la stima nei miei confronti - dice il nuovo centrocampista del Lecce che ha scelto la maglia numero 24 -, non ho pensato alla categoria, penso soltanto ad aumentare il bagaglio tecnico della squadra. Arrivo in una piazza fantastica, così mi dicono. È simile a quella di Cagliari, si vive di calcio. E ciò mi stimola. Ho ricevuto solo feedback positivi». E Baroni sa già come utilizzarlo al meglio. A Novara lo esaltò nel 4-2-3-1 come esterno alto. «Baroni è cambiato - continua -, a Novara non si cercava tanto il gioco, qui è diverso. Tuttavia la sua carica è la stessa». La sua duttilità sarà preziosa per Baroni, «ma mi sono sempre sentito un centrocampista - spiega -, una mezzala nel 4-3-3. Non mi sono posto degli obiettivi, ma di essere utile più possibile alla causa del Lecce. Il mio idolo, da tifoso interista, era Ronaldo il Fenomeno, che nulla c’entra con le mie caratteristiche (ride, ndc)».

L’arrivo di Faragò è stato il primo acquisto ufficiale del mercato invernale. E si attende l’attaccante Asencio. «Quando arriva il mercato bisogna stare attenti agli equilibri, anche economici - riprende Corvino -, tutto è migliorabile, ma dobbiamo stare attenti a cogliere le opportunità perché non abbiamo alcun magnate alle spalle. Si deve andare avanti con le risorse che offre la Serie B. Il nostro obiettivo è essere prima di tutto competitivi e poi vincenti. Ogni club di Serie B dovrebbe sentirsi un laboratorio di idee facendo sacrifici e rinunciando anche a delle proposte. Il nostro principio è allargare le qualità anche nelle alternative e seguendo tale principio cercheremo un altro difensore centrale». Nelle ultime ore il nome di Falco associato a qualche club italiano tira in ballo anche il Lecce. «Non ci riguarda, il giocatore è della Stella Rossa, a titolo definitivo. Lo cedemmo per un milione e mezzo di euro - chiarisce -, un impegno però non ancora onorato». Non manca un riferimento anche al settore giovanile. «Volete sapere quante volte i tifosi giallorossi hanno visto perdere la prima squadra, la Primavera e l’Under 17? Solo sette volte. Due volte la squadra di Baroni, quattro la Primavera e una volta la squadra di Schipa. I numeri sono indicatori, però c’è da migliorare».


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