Bomber Coda non ha dubbi: «Lecce, più chance con due moduli»

Giovedì 30 Settembre 2021 di Tonio DE GIORGI

Coda si mette in… Coda. L’attaccante del Lecce pensa al campionato, alla crescita della squadra e rimanda ogni discorso sul suo contratto. Forse ne sta già parlando con la società e magari l’annuncio sarà dato fra qualche mese, a conti fatti da tempo. «Mi sto concentrando sul campo – afferma l’attaccante di Cava de’ Tirreni. 32 anni -, con la società ho un ottimo rapporto e troveremo una soluzione». Ciò che sembra interessare principalmente a Coda in questo momento è la crescita della squadra, del Lecce di Baroni, nato tra non poche difficoltà quando un allenatore si trova a lavorare con una rosa in costruzione. Sin da luglio nel cantiere Lecce si sono gettate le basi per il 4-3-3. E anche per Coda sono cambiate le cose. «Sapevo già che con il 4-3-3 avrei dovuto fare un lavoro totalmente diverso rispetto all’anno scorso – spiega -, sono chiamato a legare di più il gioco con la squadra, a battagliare, andare sulle seconde palle. È un lavoro più dispendioso, ma sul piano dei numeri mi sto confermando come l’anno scorso». Sì, proprio così. I numeri certificano che Coda ha iniziato a scalare la classifica marcatori: tre gol in sei partite, come il compagno di squadra Di Mariano. In vetta alla graduatoria dei marcatori ci sono Corazza dell’Alessandria, Mulattieri del Crotone e Lucca del Pisa.

Lo scorso anno 22 gol di Coda

Ripetersi come la passata stagione non sarà facile per il bomber giallorosso che si laureò capocannoniere del campionato cadetto con 22 gol, ma ci proverà. Ci vorrà, però, come sempre, anche l’aiuto dei compagni di squadra. E un sistema di gioco che favorisca la massima prolificità offensiva. Baroni ha lavorato sul 4-3-3, ma adesso il 4-2-3-1 da semplice bozza sta assumendo sempre contorni più marcati. «Avere due moduli a disposizione è un pregio per noi – sottolinea -. Anche a Cittadella eravamo in difficoltà, come contro l’Alessandria: il mister ha capito e ha cambiato subito. Per me è indifferente, ma per poter fare grandi cose bisogna sempre avere una doppia scelta. Se io mi trovo bene con uno o con l’altro modulo conta meno, l’importante ci sia unione nel gruppo. E Strefezza, Di Mariano, Olivieri, Listkowski, Paganini, sono tutti giocatori che creano superiorità e ti mettono nelle condizioni di poter fare gol. Spero che i nostri esterni ne facciano tanti e ne facciano fare altrettanti». Domani al Via del Mare il calendario metterà il Lecce di fronte ad un’altra big di questo campionato, il Monza. Quella che poteva diventare la squadra di Coda, ma non se ne fece nulla. «Ci furono dei contatti – ammette -, ma poi fecero altre scelte. Ora è tutto passato».

La sifda con il Monza e l'obiettivo serie A

Perché Coda ha già messo alle spalle un anno di Lecce. «Il Monza, sulla carta, è una squadra che dovrebbe stravincere il campionato, con individualità importanti e quindi magari c’è un po’ timore, però dobbiamo pensare che siamo all’altezza della squadra di Stroppa e fare una partita da Lecce. Dovremo essere bravi a tenere un ritmo alto, limitarli il più possibile. E poi giochiamo in casa: speriamo che i nostri tifosi ci possano dare una mano». Intanto la classifica ha invertito, per ora, molte previsioni fatte sotto l’ombrellone. E in graduatoria il Monza è chiamato a scalare diverse posizioni per arrivare in cima. «Noi siamo cambiati tanto, inizialmente abbiamo avuto qualche problema in più - osserva -. E poi quando devi vincere la partita ad ogni costo non è facile e si va in difficoltà anche contro squadre come l’Alessandria. Però quando queste partite le vinci, si sblocca qualcosa e i benefici si sono visti nelle due partite successive, soprattutto a Crotone dove la squadra è scesa in campo più libera mentalmente e le cose sono riuscite meglio».


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