Lecce, nessun rischio di retrocessione in serie B

Martedì 5 Maggio 2020 di Lino DE LORENZIS
Il grafico relativo alla situazione
LECCE Il calcio cerca di ripartire. Per il momento soltanto con allenamenti individuali in attesa di poter svolgere quelli di gruppo. Di partite invece non se parla proprio. Ma il rischio di doversi fermare è concreto alla luce di una situazione sanitaria ancora difficile, soprattutto in alcune regioni del Nord. Se la scelta dipendesse esclusivamente dal Comitato tecnico-scientifico probabilmente lo sport verrebbe sospeso a tempo indeterminato. Ma il Cts può dare solo un parere al Governo cui spetta la decisione finale. A tal proposito, si vocifera che a giorni il premier Giuseppe Conte potrebbe adottare la decisione più drastica e dolorosa per milioni di italiani annunciando lo “stop definitivo del calcio e di tutte le discipline sportive”. Ciò manderebbe in fumo tutti gli sforzi prodotti in questo periodo di quarantena dalle varie componenti del calcio, dalla Federcalcio alla Lega di serie A, dai presidenti di club (non tutti, in verità) alle associazioni degli allenatori e dei calciatori, al fine di completare il percorso interrotto bruscamente ai primi del mese di marzo. “Con tutti i requisiti medici soddisfatti e a porte chiuse, le partite potrebbero tornare relativamente presto. Ma non è lo sport che lo può decidere, è la politica”, ha detto ieri il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, a conferma che la situazione è critica ovunque.
E allora, cosa accadrebbe se non vi fosse la possibilità di portare a termine il campionato di serie A 2019-2020? In Olanda ad esempio il massimo campionato è stato annullato. Di conseguenza, lo scudetto non è stato assegnato mentre promozioni e retrocessioni sono state bloccate. In Francia invece lo scudetto è stato assegnato al Psg e in Ligue 2 sono retrocesse soltanto le ultime due, con altrettante promozioni in Ligue 1. È stato invece annullato lo spareggio, previsto dal regolamento, tra la terz’ultima di Ligue 1 e la terza di Ligue 2. Un passaggio molto importante per certi versi collegabile alle dinamiche di promozioni e retrocessioni dei campionati di serie A e B.
L’Italia potrebbe seguire l’esempio dell’Olanda e quindi non assegnare lo scudetto e contestualmente bloccare promozioni e retrocessioni. In questo caso, non sarebbe da escludere la possibilità di allargare la serie A 2020-2021 a 22 squadre con l’aggiunta di Benevento e Crotone, prime due in classifica in serie B prima dello stop. Una soluzione che non convince più di tanto il numero 1 della Figc, Gabriele Gravina, che durante questo lungo periodo di stop forzato ha ipotizzato la retrocessione in B delle ultime due squadre in classifica (Spal e Brescia) e la conseguente promozione in A di Benevento e Crotone. Il regolamento del torneo cadetto infatti prevede i play off (dalla terza fino all’ottava in classifica) al fine di decretare la terza promozione nella massima serie. Appaiono quindi inappropriate le lamentele del Frosinone, terzo in classifica primo del blocco, che pretende di essere promosso direttamente ed ha già annunciato esposti per ottenere il salto di categoria a tavolino.
Anche di questo argomento si discuterà venerdì prossimo in Consiglio federale dove il clima si annuncia infuocato. Vale la pena ricordare che solo pochi giorni l’Uefa ha indicato alle federazioni le possibili strade da percorrere al fine di sbrogliare la matassa nel caso in cui non si riuscisse a concludere i campionati. Il massimo organismo calcistico europeo ha invitato tutti a tener conto dei meriti sportivi al fine di determinare le classifiche finali.
E veniamo al Lecce che con il Genoa occupa il terz’ultimo posto in classifica con 25 punti. Va detto subito che in questo caso non può essere presa in considerazione la classifica avulsa poiché è stata giocata soltanto la gara di andata, per giunta terminata in parità, 2-2. Di conseguenza, non ha alcun valore la differenza reti generale, come qualcuno erroneamente ha ipotizzato. Si potrebbe allora tener conto della classifica alla 24ª giornata, quando tutte le squadre avevano giocato lo stesso numero di partite. Il Lecce sarebbe al sicuro al quint’ultimo posto, davanti a Sampdoria, Genoa, Brescia e Spal. Se si tenesse conto invece della media punti alla 26ª giornata, Lecce e Genoa - terz’ultime - avrebbero entrambe una media di 0.96; infine, se la Figc considerasse la classifica alla 26ª ma senza le gare della 25ª (al momento ancora incompleta), giallorossi e rossoblu sarebbero appaiati sempre al terz’ultimo posto con 25 punti.
In ragione di tutto ciò, la retrocessione del Lecce in serie B sarebbe una clamorosa forzatura da parte della Figc. Un atto evidentemente illegittimo che spingerebbe la società di via Colonnello Costadura a portare in Tribunale il presidente Gravina e l’intero Consiglio federale. Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 13:11
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