Il calcio di serie A riprende il 18 maggio?
Spadafora: il Protocollo Figc è ancora insufficiente

Lunedì 27 Aprile 2020 di Lino DE LORENZIS
Lo stadio Via del Mare di Lecce
LECCE Altro che ripresa della serie A e del calcio professionistico il 4 maggio. Dovranno mettersi l’anima in pace quanti spingevano con forza per riprendere gli allenamenti già dalla prossima settimana, anche a costo di andare incontro a nuovi contagi. Il nuovo decreto del presidente del Consiglio fissa per il 18 maggio la ripresa graduale degli allenamenti delle squadre di calcio ma, a sentir parlare il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, anche questa data potrebbe subire uno slittamento. «Si può prevedere la ripresa del calcio ma nella misura in cui arriveremo il 18 maggio in condizioni di sicurezza - ha detto Spadafora a “Che tempo che fa” -. Purtroppo, c’è un tentativo maldestro del mondo del calcio di tradurre questo vedremo del governo in una incapacità di decidere ma è bene chiarire che si tratta di una ripresa graduale ed è necessario quindi avere dei protocolli rigidi. La Figc ne ha presentato uno la settimana scorsa: ieri sera (sabato, ndr) il comitato tecnico-scientifico ha valutato che non è sufficiente e ha richiesto approfondimenti. Solo quando arriveranno potremo dire se riparte o no. Quindi, per il momento bisogna aspettare.

La Uefa e i meriti sportivi In questi giorni è stato detto tutto e il contrario di tutto su ciò che potrebbe accadere nel caso in cui non si riuscisse a portare a termine il campionato di serie A 2019-2020. Il Lecce ovviamente è interessato soltanto al discorso relativo alle retrocessioni in serie B. Va detto che la Figc, sull’esempio dell’Olanda, potrebbe decidere di non assegnare lo scudetto e di bloccare promozioni e retrocessioni. In questo caso, non sarebbe da escludere la possibilità di allargare la serie A 2020-2021 a 22 squadre con l’aggiunta di Benevento e Crotone, prime due in classifica in serie B prima dello stop. Il presidente federale Gravina però appare poco propenso a questa soluzione tant’è che nelle scorse settimane è arrivato ad ipotizzare la retrocessione in B delle ultime due squadre in classifica (Spal e Brescia) con la conseguente promozione in A di Benevento e Crotone. Questo perché, come è previsto dal regolamento del torneo cadetto, la terza promozione non è diretta ma si decide attraverso i play off. Dicevamo però della Uefa e delle indicazioni fornite alle federazioni circa i meriti sportivi da attuare al fine di determinare le classifiche finali nel caso in cui non si riuscisse a finire i campionati. Intanto, va chiarito che per Lecce e Genoa, appaiate al terz’ultimo posto con 25 punti, non può essere presa in considerazione la classifica avulsa in quanto è stata giocata soltanto la gara di andata, finita 2-2 al Via del Mare. Non ha rilevanza quindi la differenza reti generale, come qualcuno ha ipotizzato. Nel rispetto delle indicazioni della Uefa allora si dovrebbe tener conto della classifica alla 24ª giornata, quando tutte le squadre avevano giocato lo stesso numero di partite. Il Lecce sarebbe al sicuro al quint’ultimo posto, davanti a Sampdoria, Genoa, Brescia e Spal. Se si tenesse conto invece della media punti alla 26ª giornata, Lecce e Genoa - terz’ultime - avrebbero entrambe una media di 0.96; infine, se la Figc considerasse la classifica alla 26ª ma senza le gare della 25ª (incompleta), giallorossi e rossoblù sarebbero appaiati sempre al terz’ultimo posto con 25 punti. Quindi, il Lecce si trova in una botte di ferro. Ultimo aggiornamento: 10:32
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