Ricetta Lecce: affiancare i big. I tre reparti saranno potenziati

Sabato 21 Maggio 2022 di Tonio DE GIORGI

Il Lecce di Baroni ha oscurato quello di Liverani. È l’ultima impresa quella che sta facendo ancora gioire i tifosi del Lecce. Non c’è più quasi traccia della squadra che nell’agosto del 2020 retrocesse dalla Serie A e tornò in Serie B. Una stagione, quella, condizionata pure dalla pandemia, dall’assenza del pubblico sugli spalti. Da un calendario intenso per portare a termine a tutti i costi il campionato. E da una rosa, quella del Lecce, falcidiata dagli infortuni. Soprattutto quando fu chiamata a giocare, come tutte, ogni tre giorni. La squadra di Liverani si dimostrò inadeguata pur incassando spesso complimenti per il gioco espresso, ma poco solida in difesa. Fu, invece, il decimo miglior attacco del campionato. Nonostante alcune scelte che si rivelarono infelici. A gennaio la squadra poté contare sugli arrivi di Saponara, Barak, Donati e Deiola. Tre su quattro giocano tuttora in Serie A. Questi profili da ricercare per la costruzione del prossimo Lecce.

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Ma non ha certamente bisogno di consigli Pantaleo Corvino, direttore dell’area tecnica del Lecce. Lui che quindici anni fa lasciò il Lecce in Serie A dopo aver creato un patrimonio tecnico ed economico necessari per la sopravvivenza di club come il Lecce. Un processo che si sta cercando di avviare ancora una volta seguendo il “metodo Corvino”. Magari rinunciando pure a qualche gioiello della vetrina giallorossa. Risorse economiche che saranno impiegate per rendere l’organico all’altezza della Serie A. Tra coloro che hanno brillato c’è sicuramente Gendrey. Il francese è stato protagonista di un buon campionato. Niente male visto che era alla sua prima esperienza in Italia. E inevitabilmente ha catturato l’attenzione di club di categoria superiore e non solo. Durante la trasmissione Sportitalia Mercato di giovedì il presidente Sticchi Damiani ha confermato «che Gendrey interessa al Torino, ma non solo. L’idea nostra è averlo protagonista in Serie A, con noi». E poi non ha lasciato quasi speranza ai club interessati a Massimo Coda. «È giusto – ha detto – che dimostri il suo valore in massima Serie». Chiaramente con il Lecce. Il mercato, però, è imprevedibile. Coda ha 33 anni, in Serie B lo vorrebbe qualsiasi squadra, ma per strapparlo al Lecce c’è bisogno di un contratto lungo e ricco perché dovrebbe essere l’ultimo nella sua carriera da professionista. Con il club giallorosso ha prolungato fino al 2024. Pertanto si dovrebbe partire da un accordo almeno triennale. Questa la base per poter approcciare all’attaccante di Cava de’ Tirreni che nelle ultime due stagioni di Serie B ha segnato 42 gol.

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Corvino sa benissimo che Coda non basta. E sul suo taccuino ha già una serie di nomi da valutare, esaminare con attenzione. E da collocare poi nel 4-3-3 di Baroni. Il modulo dovrebbe rimanere lo stesso. Si lavorerà per quello, principalmente. Anche Lucioni potrebbe essere tentato da qualche top società di Serie B. Il capitano giallorosso ha 34 anni, uno in più rispetto a Coda. Anche il difensore centrale prolungò il proprio contratto fino al 2024. Quella conquistata lo scorso 6 maggio è stata per Lucioni la seconda promozione in Serie A con la maglia del Lecce. Per ora non si tocca, ma anche la difesa sarà interessata da un ritocco significativo in tutti i suoi ruoli. wConfermato Baroni per un’altra stagione, il rinnovo è stato automatico anche per il proprio staff. L’allenatore in seconda sarà ancora Fabrizio Del Rosso prezioso anche nella comunicazione in inglese con i calciatori stranieri. Il preparatore dei portieri sarà Luigi Sassanelli. I preparatori atletici saranno Giovanni De Luca, Andrea Petruolo e Federico Di Dio. Sembra, tuttavia, previsto l’ingresso nello staff di Baroni di una o due nuove figure.

Ultimo aggiornamento: 07:32
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