Lecce, Di Mariano decisivo a Cittadella. E che bravo Meccariello

Lunedì 27 Settembre 2021 di Michele TOSSANI
L'attacco del Lecce con il 4-2-3-1

Il Lecce non si sottrae alla lotta e torna da Cittadella con la terza vittoria consecutiva giunta al termine di una sfida molto combattuta. Al Tombolato Marco Baroni si presenta con Gabriel in porta; Gendrey, Bjarnason, Lucioni e Gallo in difesa; Bjorkengren, Hjulmand e Gargiulo in mediana; Di Mariano, Coda e Olivieri in attacco. Il Lecce approccia male la gara, concedendo al Cittadella due occasioni nei primi due minuti di gioco. La pressione alta dei padroni di casa (PPDA di appena 6.5 nel primo tempo, indice di un pressing asfissiante) mette in difficoltà i giallorossi che fanno fatica a costruire, perdendo molti palloni, tanto è vero che la squadra di Baroni riuscirà a superare per la prima volta la linea di metà campo all’incirca dopo sette minuti dal fischio d’inizio.

Avvio in salita

A creare difficoltà alla fase difensiva salentina è anche il posizionamento dei giocatori offensivi del 4-3-1-2 del Cittadella. I due attaccanti Okwonkwo e Tounkara attaccano bene la linea arretrata leccese, allungando la squadra e favorendo così la ricezione in zona di rifinitura da parte delle mezzali D’Urso e Branca e, soprattutto, del trequartista Baldini. Proprio quest’ultimo riesce a creare scompiglio fra le maglie difensive giallorosse con il suo movimento. Alla prima azione manovrata il Lecce riesce tuttavia ad andare in vantaggio con Coda. La rete del centravanti giallorosso consente alla squadra di poter mettere in pratica il piano gara predisposto dal tecnico, basato su una difesa imperniata su un blocco medio (PPDA di 10.8 nel primo tempo) e su rapide ripartenze. In contropiede il Lecce è sempre pericoloso, sfruttando soprattutto la parte di campo in cui opera Di Mariano. L’ex Venezia si dimostra abile tanto con la palla fra i piedi quanto nel farsi trovare smarcato come dimostrano i 6 passaggi chiave ricevuti, gli stessi di Coda. Si tratta del maggior numero di palloni ricevuti alle spalle delle linee difensive del Cittadella da un giocatore leccese.
Il 4-3-3 del Lecce è, di fatto, un 4-2-3-1 in quanto in fase di sviluppo Gargiulo agisce da trequartista fra le linee di difesa e centrocampo avversarie a supporto di Coda, pronto ad andare a riempire l’area di rigore. In questo contesto, la regia viene affidata a Hjulmand (4 passaggi chiave per lui) e Bjorkengren (3) che in possesso agiscono quindi da interni. La partita resta in equilibrio fino al termine della prima frazione di gioco quando il Lecce riesce a regalare due gol (uno annullato) con due pasticci difensivi. La rete del pareggio effettivo dei granata (realizzata da Okwonkwo) nasce da una palla contesa fra Lucioni e Tounkara con l’attaccante spagnolo che riesce a servire in profondità il suo compagno di reparto sfruttando anche il movimento in avanti in ritardo di Bjarnason e un’incertezza di Gendrey che sembra aspettare un eventuale fuorigioco. All’inizio del secondo tempo Baroni inserisce Strefezza e Meccariello per Olivieri e Bjarnason. 

Meccariello super

Da rimarcare la prova di Meccariello (6 palle recuperate, 8/11 duelli vinti) che porta maggior solidità alla retroguardia pugliese. In fase difensiva è un Lecce più aggressivo, che alza la linea di pressione (PPDA di 5.4). In possesso invece i giallorossi continuano ad affidarsi alla palla diretta su Coda per andare poi a giocare sulla seconda palla nella metà campo offensiva.
Per cercare di forzare la partita e conquistare l’intera posta in palio Baroni procede poi ad altri due cambi, con Rodríguez e Blin che vanno a sostituire Gargiulo e Bjorkengren per passare così ad un 4-2-3-1 più offensivo. Pochi minuti dopo queste sostituzioni il Lecce trova quello che sarà il gol vittoria. Ancora una volta la rete viene realizzata a partire da un’azione nella quale i giallorossi costruiscono su un lato del campo per andare poi a concludere sul secondo palo. Una volta ottenuto il vantaggio Baroni toglie Di Mariano per inserire Paganini (un centrocampista più difensivo) e riequilibrare così una squadra che, per trovare la rete del vantaggio, era in quel momento in campo con quattro attaccanti. Alla fine i dati parlano di una partita equilibrata, con entrambe le squadre che hanno prodotto un dato simile in termini di expected goals (xG): 1.27 per il Lecce, 1.28 per la squadra di Gorini. I granata hanno prodotto di più in termini di volume di gioco (Indice di Pericolosità di 47 contro il 31 del Lecce) ma la compagine giallorossa è stata più abile a sfruttare le occasioni avute. Il Lecce torna quindi con tre punti dalla trasferta veneta. Un buon viatico in vista del match di venerdì prossimo contro il Monza.


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