Lecce, tre punti pesanti contro l'Alessandria. Da rivedere la prestazione della squadra

Domenica 19 Settembre 2021 di Lino DE LORENZIS
Baroni parla con i suoi ragazzi

Da salvare c’è solo il risultato finale. Una vittoria pesantissima contro l’Alessandria - 3-2 il risultato finale - conquistata con una rimonta sofferta e culminata al 96’ con la zampata vincente del bomber Massimo Coda, al secondo centro stagionale. Il Lecce si prende i tre punti ma la prestazione è da archiviare tra le peggiori di questo avvio di stagione. Come del resto quelle precedenti contro Cremonese e Como. E dire che l’ottima prova fornita nell’anticipo dello scorso turno sul campo del Benevento, altra corazzata della serie B alla pari dei salentini, aveva illuso tutti, addetti ai lavori e tifosi. Di conseguenza, ieri ci si aspettava una prestazione di ben altro spessore dagli uomini allenati da Marco Baroni, un po’ sulla falsariga della partita del “Vigorito”. E invece anziché mostrare ulteriori progressi, il Lecce ha fatto un passo indietro al cospetto di un avversario di modesta caratura che, sul palcoscenico del “Via del Mare”, ha confermato tutti i suoi limiti tecnici. L’Alessandria ha fatto ciò che ha potuto usando ogni mezzo per cercare di cogliere i primi punti della stagione. Non c’è da scandalizzarsi ad esempio se il tecnico dei grigi Moreno Longo ha optato per la marcatura dedicata sul regista danese Hjulmand, sulle cui tracce si è mosso sin dal primo minuto il giovane talento salentino Milanese, abitualmente impegnato in posizione avanzata. Così come ci può stare che un avversario alla ricerca disperata di un risultato utile cerchi di far trascorrere il tempo mettendo in campo i mezzucci del calcio di una volta. Sta di fatto però che l’Alessandria, nel suo piccolo, ha saputo approfittare degli errori difensivi del Lecce. Prima per pareggiare con Corazza che ha sfruttato un clamoroso svarione di Gallo e poi per andare in vantaggio con Ba che ha approfittato della grave disattenzione in marcatura di Lucioni. Va detto tra l’altro che il gol dell’1-2 è arrivato con gli ospiti in inferiorità numerica per l’infortunio di Milanese, poi costretto ad uscire. Chi è mancato ieri pomeriggio al Via del Mare è stato soprattutto il Lecce, su questo nessuno può avere dubbi.

Il gioco latita

Bloccata la fonte di gioco, nella fattispecie Hjulmand, la squadra salentina ha cercato di attaccare sugli esterni ma la manovra è risultata spesso confusa, come tante delle giocate prodotte dai giallorossi. Dei tantissimi palloni messi in area ad esempio ben pochi sono arrivati a destinazione. E qui si tocca un punto cruciale: Coda continua a giocare lontano dall’area di rigore. Anzi, fa la sponda per i compagni (e lo fa benissimo con aperture di 50 metri precise ed efficaci) solo che poi nessuno è mai in grado di metterlo davanti al portiere. Soltanto al 96’ ci riesce in mischia capitan Lucioni e il bomber in caduta segna il gol della vittoria. Anche se l’artefice principale della rimonta del Lecce è il più giovane della compagnia, Pablito Rodriguez. L’idolo dei tifosi del Via del Mare entra e “spacca” la partita: prima costringe Di Gennaro al fallo da ammonizione che porta all’espulsione per doppio giallo, poi sfiora la rete da posizione defilata, quindi realizza il gol del 2-2 con un tiro da fuori area imprendibile per il portieri Pisseri che, nell’occasione, si fa pure male ed è costretto ad uscire. Sarà un caso, sta di fatto però che ieri il Lecce ha realizzato due reti con Rodriguez e Coda proprio nella fase della partita in cui la squadra aveva abbandonato il 4-3-3 per passare al 4-4-2. Con due punte di ruolo in campo. Cin cin allora per i primi tre punti della stagione, nel turno infrasettimanale di martedì a Crotone però servirà ben altro per tornare a casa con un risultato positivo.

 


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