Lecce, bene la fase difensiva: terzi per palloni intercettati e quarti per tackle vinti

Lecce, bene la fase difensiva: terzi per palloni intercettati e quarti per tackle vinti
di Michele TOSSANI
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Venerdì 9 Dicembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 07:31

Con la squadra che ha già iniziato ad allenarsi all’Acaya Golf Club, in attesa che riprenda il campionato dopo la sosta per i Mondiali che si stanno disputando in Qatar, la lettura di alcuni dati ci aiuta a rendere meglio l’idea di quanto sia stata positiva la prima parte di stagione del Lecce di Marco Baroni. Fin da quando è approdato sulla panchina dei pugliesi il tecnico toscano ha cercato di dare equilibrio ad una squadra che, nel recente passato (si pensi ad esempio all’ultima Serie A sotto gestione Liverani) si era invece contraddistinta proprio per la mancanza del medesimo. Questo campionato invece, al netto di alcune difficoltà nella produzione offensiva (penultimo in termini di expected goals con 12.09) la compagine salentina ha mostrato un bel bilanciamento fra attacco e difesa. Se infatti guardiamo alla differenza fra gol fatti (14) e reti subite (17) notiamo come il Lecce registri un rapporto negativo (-3), eppure migliore di quello di altre nove squadre, fra le quali il Bologna (-5), il Monza (-6) e il Sassuolo (-7), cioè club che hanno affrontato questa Serie A con bel altri budget a disposizione. Molti meriti vanno ascritti alla fase difensiva di un Lecce che ha complessivamente concesso poco agli avversari tanto è vero che, relativamente ai gol subiti, i giallorossi risultano essere ad oggi la nona difesa del torneo.

I palloni intercettati

Una ulteriore conferma dell’efficacia nella fase di non possesso dei salentini è offerta da altri numeri (dati: soccerment, whoscored), come ad esempio quelli relativi agli intercetti. In questa graduatoria infatti il Lecce è terzo con 157, dietro solo all’Atalanta (163) e alla Cremonese (161). È vero che questa classifica, per essere analizzata correttamente, deve tener conto del tipo di gioco proposto dalle singole squadre. Non a caso il Napoli, squadra che registra un alto possesso medio a partita (60%) ha messo insieme solo 102 intercetti. Tuttavia, è interessante confrontare il dato del Lecce con quello di altre concorrenti dirette per la salvezza, come ad esempio la Sampdoria (136), il Verona (132) o lo Spezia (120). A questo dato si aggiunge quello dei tackle vinti. Per il Lecce sono 150, meno soltanto di quelli registrati da Cremonese (167), Empoli (154), e Udinese (151) e più di Spezia (140), Sampdoria (127) e Verona (115). I numeri in questione confermano l’idea di un Lecce che, in fase difensiva, è in grado sia di lavorare sulle linee di passaggio avversarie sia di andare a contrasto in situazione di uno contro uno, potendo sfruttare le qualità nel duello individuale difensivo di elementi come Pongracic, Umtiti, Hjulmand e Baschirotto. Fra l’altro, l’ex difensore dell’Ascoli è fra i primi quindici giocatori della massima serie per duelli aerei vinti (undicesimo con 36). 

In totale, il Lecce è settimo per numero di duelli aerei vinti (215) a dimostrazione di come la difesa giallorossa sia in grado di difendere i propri ultimi sedici metri di campo anche sulle palle alte. Anche se questo atteggiamento ha un costo in termini di falli concessi (215, terzi della Serie A) l’aggressività dei pugliesi sta pagando in termini di risultati. Alla fine, grazie anche al lavoro difensivo, se guardiamo agli expected points (cioè i punti che, in base a determinati parametri presi in esame, una squadra avrebbe dovuto avere in questo momento del campionato) secondo il modello soccerment vediamo come il Lecce (15.53 xP) sia in linea con quanto effettivamente racimolato (15 punti). Altre squadre invece hanno ottenuto di più di quanto ci dicono gli indicatori, come ad esempio nel caso della Salernitana (+3.11 punti) o dell’Empoli (+2.99). Sarà quindi interessante notare come si svilupperà la seconda fase del campionato, anche da un punto di vista statistico. Di certo il Lecce parte dalle buone fondamenta costituite dalla sua fase di non possesso.

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