Il presidente Maci lascia il timone del Casarano

Il presidente Maci lascia il timone del Casarano
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Sabato 1 Giugno 2024, 17:54 - Ultimo aggiornamento: 17:55

Il presidente Giampiero Maci lascia il timone del Casarano. L' annuncio nel corso di una conferenza stampa tenutasi allo stadio "Giuseppe Capozza". Un incontro che serviva a tirare le somme della stagione, dei sei anni di presidenza e a comunicare l'addio. «Tre settimane fa - ha esordito Maci - si è chiusa la stagione a Martina con un’ennesima sconfitta nella semifinale play off e con tanta amarezza. L'avvio dell'annata era stato accompagnato da buoni auspici, purtroppo pare che ci sia la maledizione delle semifinali playoff e non siamo riusciti a superare questo scoglio». Poi, traccia un breve bilancio dal suo insediamento: «Tralasciando l'annata in Eccellenza, nelle succesive 5 abbiamo centrato i play off quattro volte subendo sempre l'amara sconfitta nelle semifinali. Possiamo anche dire che contano poco, ma è meglio farli. C’è sempre da aspettarsi di tutto ed essere nella griglia può essere importante. Nel 2020/21 il posto che fu del Siena era del Casarano». E aggiunge: «Non bisogna mai buttare via ciò che si è costruito. Tutto serve per accumulare esperienza. Se, malgrado gli forzi compiuti, non siamo riusciti a coronare il sogno, nella girandola delle motivazioni ci sono anch'io. Quando non si raggiunge un traguardo ci sono degli errori e non possono che essere attribuibili alla mia persona. Ci siamo spesi in tutte le circostanze, volevo contribuire a fare quel salto di qualità per raggiungere l'obiettivo di vincere un campionato ma non ci siamo riusciti. Giungo quindi alla conclusione che pur cambiando direttore, atleti, tecnici, il risultato non è arrivato e ritengo quindi di dover fare io un passo indietro per contribuire al processo di crescita».

Un filo di commozione si legge negli occhi di Maci: «Si farà certamente meglio e con maggiore entusiasmo che negli ultimi tempi ho personalmente smarrito. Ne ho parlato con Antonio Filograna dall'alto della nostra amicizia e mi ha detto di fare ciò che sentivo. Di una cosa posso andare orgoglioso e cioè aver dato alla societa credibilità, correttezza, comportamenti esemplari verso terzi e stile». Maci non vuole entrare nel merito di accuse, offese e ingiurie subite: «Viviamo in un clima crescente di maleducazione, credo che bisognerebbe fare una promozione alla maturità del modo di concepire lo sport. Grazie a tutti i dirigenti collaboratori, il mio percorso si chiude qui, cercheremo le soluzioni tecniche più opportune per garantire una prosecuzione. Abbiamo in pancia una risorsa come Fulvio Navone, ringrazio un grande appassionato come Antonio Filograna che sono sicuro darà ancora un contributo a questa società.

L'augurio è che si possano concretizzare più avanti i nostri sogni a patto che non sia un’ossessione che può generare squilibri. Non giova a volte al raggiungimento degli obiettivi stessi. E poi remare tutti nella stessa direzione. Sarò al mio solito posto allo stadio». Poi conclude: «Abbiamo un mese per sistemare tutto. Ho pensato di mollare tutto in qualche momento di contestazione in passato. Mi ha deluso fortemente l'atteggiamento di qualcuno che è stato silente. Sono stato sempre predisposto al dialogo e mai farei qualcosa contro i valori e il rispetto degli altri».

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