Il Lecce, ora a +4 sulla terz'ultima, corregge la fase difensiva

Troppi 13 gol incassati dai giallorossi nelle ultime 5 partite. Si tratta di una media di 2,6 reti a gara che ha tolto certezze

Il Lecce, ora a +4 sulla terz'ultima, corregge la fase difensiva
di Michele TOSSANI
4 Minuti di Lettura
Lunedì 19 Febbraio 2024, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio, 14:36

All'insegna del "mors tua vita mea" il Lecce, rimasto a bocca asciutta alle ultime due partite, è ancora davanti a sette squadre invischiate anch'esse nella lotta per non abbandonare la massima serie della pedata. Al venticinquesimo atto del campionato, il sesto del giro di ritorno, infatti, ieri sera,Il Lecce corregge la fase difensiva il Frosinone non è riuscito a sorpassare i giallorossi, essendo caduto fra le mura amiche sotto i tre gol di altri giallorossi, quelli della Roma. E dunque la compagine ciociara è rimasta a ventitré punti, a una lunghezza dai salentini. Alle spalle della truppa di mister D'Aversa resta anche l'Empoli, che però, in forza del pareggio casalingo con la Fiorentina, ieri pomeriggio ha ridotto di un punto le tre lunghezze che lo separavano dai pugliesi. Sventure altrui utilissime quando non si riesce ad avanzare in classifica. È pero diminuita la distanza dei salentini dalla terz'ultima in classifica, l'Hellas Verona. Squadra, quest' ultima, che l'altro ieri ha suscitato un po' di invidia nei tifosi del Lecce, essendo riuscita a ottenere un prezioso punto contro la Juventus. Quattro sono ora le lunghezze di differenza fra i ragazzi allenati da Marco Baroni e la compagine pugliese. Terz'ultimi, gli scaligeri, ora in condominio con il Sassuolo, bastonato dalla lanciatissima Atalanta. Sull'elenco degli insuccessi altrui che giovano alla compagine di Roberto D'Aversa figura anche il pareggio dell'Udinese: se avesse vinto il confronto interno con il Cagliari, la squadra friulana avrebbe scavalcato i giallorossi. A favore del Lecce risultano anche le sconfitte della Salernitana, che pare ormai destinata alla retrocessione. Dunque, se i salentini non hanno vinto, nemmeno i loro inseguitori hanno ottenuto i tre punti durante l' appena trascorso fine settimana del pallone. Pur non brillando più come al principio della stagione in corso, gli uomini di D'Aversa resistono in testa al gruppo di chi teme di scivolare nella categoria cadetta.

Il Lecce

I numeri sono lì e spiegano diverse cose. In positivo (24 punti totalizzati in 25 partite, a +4 dalla terzultima e mai - come ha sottolineato nel dopogara di Torino mister D’Aversa - nelle ultime tre posizioni che significano serie B) e in negativo (almeno due gol incassati per la quinta partita consecutiva: Juve 0-3, Genoa 1-2, Fiorentina 3-2, Bologna 0-4, Torino 0-2). Tenendo infatti presenti le ultime cinque giornate di campionato, la difesa salentina ha concesso ben 13 reti: quattro al Bologna, tre alla Juventus, due a Genoa, Fiorentina e Torino. Si tratta di una media di 2.6 reti a partita. In pratica, è come se il Lecce avesse iniziato ogni sfida con due marcature da dover recuperare. Troppe per una squadra che vuole salvarsi e che non è in grado di segnare tre gol a incontro. Tutto ciò ha ovviamente avuto ripercussioni sulla classifica. Dalla diciassettesima giornata in poi infatti il Lecce è fra le squadre che hanno conquistato meno punti, vale a dire 4. Gli stessi di Frosinone e Sassuolo e uno in meno rispetto a Salernitana e Cagliari. A cosa si devono questi numeri così negativi per quanto riguarda la fase di non possesso? Sicuramente la perdita di un elemento come Umtiti ha pesato. Anche se probabilmente in Salento il francese non è mai riuscito ad elevare la sua condizione fisica oltre il 70% del suo potenziale, la sua classe, l’abilità nel gestire l’uno contro uno anche in campo aperto e la sua scelta di tempo gli hanno consentito un anno fa di essere dominante in praticamente tutte le partite disputate. Insieme al coreano Kim del Napoli (non a caso finito al Bayern la scorsa estate) Umtiti è stato il miglior difensore del passato torneo. Il Lecce aveva già in rosa un elemento che, senza essere al livello di Umtiti, gli si avvicinava comunque molto. Si tratta di Marin Pongračić.

Quando il centrale croato è in giornata non ce n’è per nessuno. Il problema è che troppe volte l’ex Dortmund ha evidenziato dei cali di concentrazione che lo hanno portato a commettere errori marchiani. La leggerezza con la quale ha subito il secondo cartellino giallo a Torino ne è un esempio. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA