Michele Guida, estro, maturità e il tiro a giro. Chi è il fantasista che ha rialzato il Taranto

Michele Guida, estro, maturità e il tiro a giro. Chi è il fantasista che ha rialzato il Taranto
di Liberato CASOLE
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Mercoledì 21 Settembre 2022, 18:05 - Ultimo aggiornamento: 19:03

È la nota lieta di questo avvio di campionato, erano in pochi a conoscerne le qualità prima del palcoscenico del professionismo e della serie C. Da domenica sera, invece, il nome di Michele Guida è sulla bocca di ogni tifoso del Taranto che ha potuto ammirare, chi allo “Iacovone” chi in tv, le sue prodezze contro l'Andria. Un gol di testa (il primo, come lui stesso ha ricordato) con puntuale scelta di tempo e un destro a giro sotto l'incrocio. Insieme hanno fruttato i primi tre punti jonici al cospetto di un'organizzata Fidelis. Lo stadio, in preda all'entusiasmo e alla prospettiva della vittoria dopo tre ko di fila, non ci ha messo molto a scandire il suo nome e a distribuire applausi. Così, il fantasista classe 1998, originario di Torre Annunziata, che tre anni fa giocava in Eccellenza, reduce da 20 gol in 36 presenze nell'ultima D con il Vastogirardi, allenato anche da Fabio Prosperi, bandiera rossoblu, è diventato il simbolo del nuovo corso tarantino dopo un avvio da incubo e un ribaltone tecnico.

 

I gol di Guida

Un avvio, per la verità, in cui Guida ha comunque lasciato il segno con un gol di rigore a Monopoli e un altro destro a giro, sempre sotto l'incrocio, a Torre del Greco contro la Turris. Totale quattro centri, un pieno di autostima per il prosieguo del torneo, tanta roba per il Taranto che, adesso, si coccola il suo gioiellino-trequartista, che a qualcuno nelle movenze ricorda il Giovinco della passata stagione ed è già stato paragonato a Papu Gomez. Di lui Prosperi, oltre alla tecnica, ha evidenziato il fatto di essere principalmente un bravo ragazzo. L'analisi post derby sul momento della squadra denota, aggiungiamo noi, anche una certa maturità nell'affrontare argomenti nei quali un calciatore preferisce non addentrarsi come quello, ad esempio, di un cambio in panchina: “Di Costanzo e Capuano sono due allenatori completamente diversi, che chiedono cose diverse – ha invece spiegato Guida -. Io do sempre tutto e noi dobbiamo fare ciò che ci viene chiesto per riprenderci”. Indizi di un atleta potenziale uomo-squadra emergono anche quando specifica che al suo inizio unico “bisogna dare continuità sia come prestazioni personali sia come squadra”. E' prematuro, ovvio, accennare alla figura del leader, ma la sensazione che il Taranto abbia trovato un punto di riferimento comincia ad avvertirsi.

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