Falco: "Dedicato a Maradona, il mio idolo. Voglio continuare a vincere con il Lecce"

Martedì 1 Dicembre 2020 di Lino De Lorenzis
Filippo Falco

Il gol della vittoria realizzato sul campo del Chievo per Pippo Falco vale più dei tre punti conquistati dal Lecce. Il talento di Pulsano, in cuor suo, sperava di riuscire a lasciare il segno nella prima uscita ufficiale della squadra giallorossa a due giorni dall’improvvisa scomparsa di Diego Armando Maradona. «È stato il mio idolo - dice con la voce rotta dall’emozione il 28enne fantasista giallorosso -. Sin da bambino ho sempre cercato di imitarlo anche se, sappiamo tutti, imitare Maradona è impossibile. Lui è stato unico, non a caso è considerato il più forte calciatore di tutti i tempi. Non avendo avuto la fortuna di vederlo giocare dal vivo, mi sono documentato attraverso i tantissimi video in circolazione, ho acquistato intere collezioni perché volevo sapere tutto sulla vita del mio idolo. La notizia della sua morte mi ha fatto star male, ho pianto, è andato via troppo presto e soprattutto all’improvviso. Ha sorpreso tutti con una delle sue finte, c’era da aspettarselo da Maradona».
Lei gli ha dedicato il gol della vittoria segnato al Chievo?
«Era il minino che potessi fare. La scelta del numero 10 per me non è stata casuale: ho fortemente voluto quel numero perché per me rappresenta il calcio e Maradona è stato l’emblema di questo magnifico sport. Confesso che mi ha commosso vedere che il mondo intero gli ha reso onore dopo la morte: dai campioni di tutti gli sport ai capi di Stato. Persino Papa Francesco gli ha rivolto un bellissimo pensiero. Non lo dico io ma lo dice la storia: Maradona è stato al di sopra di tutti, lui è stato l’unico al mondo capace di unire popoli e tifoserie sotto la bandiera del calcio. Si è sempre schierato dalla parte dei più deboli, anche a costo di farsi dei nemici».
Cosa ha provato venerdì scorso quando ha visto il pallone finire alle spalle del portiere Seculin?
«Una gioia immensa, una sensazione che non avevo mai provato in tanti anni di calcio. Ho pensato subito a Maradona, nel mio piccolo sono riuscito a dedicargli un gol. Poi chiaramente ho pensato al Lecce che ha vinto perché ci ha creduto fino alla fine. Nel calcio molto spesso quando non si riesce a vincere si bada a non perdere, noi invece abbiamo dato fondo a tutte le nostre energie perché volevamo i tre punti a tutti i costi e i nostri sforzi sono stati premiati».
Per lei è stato il secondo gol stagionale, consecutivo e per giunta con il piede sbagliato, il destro...
«Quasi stento a crederci, non è da me segnare due gol con il destro. Ma sono felice perché sto raccogliendo i frutti del lavoro svolto sul campo. Da tempo mi sto allenando tantissimo per migliorare anche il destro che, come tutti sanno, non è il mio piede preferito. Già l’anno scorso avevo segnato un gol contro il Torino, ora mi sono ripetuto contro Reggiana e Chievo».
Il prossimo step?
«Vorrei tornare a segnare con il sinistro, spero di riuscirci al più presto. Fermo restando che se segno di testa o con il destro va bene lo stesso purché serva al Lecce per continuare a vincere».
Cos’è cambiato tatticamente per lei con l’arrivo di mister Corini?
«Se prima partivo dal centro destra per convergere e andare al tiro con il sinistro, adesso invece gioco in posizione più centrale e posso svariare su tutto il fronte offensivo. Tra l’altro, sono anche più vicino all’area di rigore. Mi trovo bene e spero che il mister sia soddisfatto di me».
Come sta dal punto di vista fisico e atletico?
«Sto molto meglio rispetto a qualche settimana fa. Ogni giorno che passa sento che la condizione è migliore e quindi sono molto fiducioso per il prosieguo della stagione».
Comincia a starle stretta la panchina?
«Posso dirle di aver parlato tantissimo con mister Corini, con il quale ho instaurato un ottimo rapporto. A noi calciatori spetta il compito di allenarci tutti i giorni al massimo e di metterci a disposizione del gruppo, poi le scelte sono di competenza dell’allenatore. Non nascondo che mi piacerebbe tornare ad essere titolare ma sono pronto a dare il mio contributo alla squadra anche dovendo partire dalla panchina, come del resto ho fatto nelle ultime due partite contro Reggiana e Chievo. Vale per me e vale per tutti i miei compagni, abbiamo un organico numeroso e di grande qualità per cui è giusto che di volta in volta il mister faccia le scelte migliori».
A suo giudizio, quali saranno le rivali del Lecce nella lotta per la promozione?
«Secondo me è ancora presto per trarre delle conclusioni, tra due o tre mesi il quadro sarà sicuramente più chiaro. Prendiamo ad esempio il Monza: in questo momento i brianzoli sono in ritardo in classifica ma hanno qualità tale da potersi permettere una scalata fino al vertice».
Falco, superate le frizioni con la società? Ora è più sereno?
«Nessuna frizione, con la società ho sempre avuto ottimi rapporti. Del resto, chi mi conosce sa che non mi esalto quando le cose vanno bene e non mi abbatto quando purtroppo vanno male. Sono un ragazzo tranquillo che ama il suo lavoro. Il mio obiettivo è continuare a vincere con il Lecce».


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