Di Marzio: "Babacar e Farias, ora tocca a voi. Le avversarie del Lecce per la salvezza saranno Genoa e Samp"

Giovedì 18 Giugno 2020 di Antonio IMPERIALE
Babacar e Farias
LECCE Si porta addosso il profumo della Sila. «Ho trascorso in Calabria gli ultimi tre mesi - racconta al telefono Gianni Di Marzio, rientrato da poco a Padova -. Ero arrivato laggiù per una trasmissione, son rimasto bloccato per una sorta di quarantena tripla. Ho respirato l’aria più salubre d’Europa. Mi sono ossigenato bene. In Calabria il Covid non ha lasciato il segno. Peccato che la Lombardia faccia ancora fatica. Bisogna essere prudenti, sperando nei vaccini».
Intanto, è finalmente ripartito anche il calcio. «Inizialmente sono stato molto critico pure io. Ma ripartire era quasi obbligatorio, per dare le nostre squadre all’Europa, per far muovere un’azienda importante come il calcio, che muove milioni di persone e somme ingenti. Come è accaduto per le altre aziende. Si è dovuto superare il pregiudizio negativo di chi considera il calcio uno sport privilegiato».
Il calcio senza pubblico è parso subito a Gianni di Marzio «un calcio subbuteo. Non ho condiviso pienamente gli atteggiamenti delle squadre che hanno per prime provato a rompere il ghiaccio. Non ho condiviso il primo approccio con le cinque sostituzioni, i cinque cambi sono l’elemento più rilevante da sfruttare nella corsa a tappe forzate verso la fine del campionato. Non ho visto problemi dal punto di vista fisico. Ma le conseguenze magari le vedremo nelle prossime giornate, quando si sarà costretti necessariamente ad accelerare. Il Milan me lo sarei aspettato più intraprendente, ha pagato le assenze perché non ha grandi alternative nella rosa. Attenzione, però, quello di Lecce sarà un Milan diverso». Il campionato aggiornerà la classifica con i quattro recuperi di sabato e domenica ed il Lecce guarda con particolare interesse al risultato della Sampdoria sul campo dell’Inter. «Conte adesso si gioca tutto nel gran finale. E proverà a sfruttare un calendario agevole. La Sampdoria ripartirà per la volata salvezza con un vantaggio minimo sul Lecce e la bagarre per la permanenza interesserà essenzialmente la squadra salentina che mi porto nel cuore e le due genovesi. Il Torino motivato potrebbe vincere contro il Parma e allungare il passo. Io vedo uno sprint a tre per restare in A, sul tratto del dopo Covid».
Il Lecce riparte con l’handicap di un calendario difficile, il Milan al Via del Mare, poi la Juventus in trasferta, prima dello scontro diretto con la Sampdoria con la trasferta di Sassuolo, con la Lazio nel Salento. «È effettivamente un calendario a rischio, quello dei giallorossi, che hanno peraltro la difesa più bucata del torneo. La partita col Milan è una partita da vincere ad ogni costo e da non perdere ad ogni costo. Il Lecce deve dare subito il massimo, anche se non sarà facile per nessuno rompere il ghiaccio dopo una pausa così lunga, subito con l’obbligo di essere al top, pur non avendo nelle gambe neppure una gara amichevole. Milan e Juventus avranno peraltro il vantaggio di un rodaggio che conta come le gare di Coppa. Il Milan di Lecce non sarà quello di Torino. Conterà sul miglior Rebic, in difesa recupererà Hernandez che è un’altra cosa rispetto a Calabria. E poi farà certamente una gara con un atteggiamento mentale tutto offensivo. Il Lecce dell’avvio del girone di ritorno però aveva fatto bene contro le grandi. Si giocherà la sua partita a Torino contro la Juventus. Ma più che alle altre dovrà pensare a se stessa e vincere lo scontro diretto con la Sampdoria per evitare ritardi che potrebbero rendere più difficile sul piano psicologico il finale di stagione».
Di Marzio spera nel recupero di due carte importanti da parte del Lecce. «Babacar, del quale aspettiamo da qualche anno una prova di maturità che gli consenta di valorizzare i grandi numeri su quali può contare, e poi Farias. Sarà il momento degli uomini più che dei calciatori. L’aspetto caratteriale sarà decisivo. Liverani è bravissimo a tirar fuori lo spirito giusto, la personalità vincente. Nel “mio” Lecce mi piace crederci».</CW>

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