Dermaku: "Pronto per la sfida con Balotelli. Sogno di giocare in un Via del Mare gremito di tifosi giallorossi"

Domenica 3 Gennaio 2021 di Lino De Lorenzis
Kastriot Dermaku

LECCE Arrivato al Lecce il 5 ottobre scorso, nell’ultimo giorno della sessione estiva della campagna trasferimenti, Kastriot Dermaku non ha ancora avuto la possibilità di godersi fino in fondo la sua nuova squadra e il Salento. «Dopo aver firmato il trasferimento al Lecce sono andato direttamente in ritiro con la nazionale albanese - ricorda il centrale difensivo italo-albanese -. Una volta arrivato in città purtroppo sono sorti i primi problemi: il Covid19, l’infortunio muscolare al debutto a Cosenza. Tutto questo, non v’è dubbio, mi ha impedito di vivere la mia nuova realtà a trecentosessanta gradi, come invece avrei voluto. Pensate, finora ho potuto fare solo un paio di passeggiate per le vie del centro ed è bastato per avere conferma di quanto di bello mi era stato detto su questa città e sulla sua gente. Nel corso della mia vita ho avuto la fortuna di viaggiare tanto ma posso assicurare che la gentilezza e il rispetto dei leccesi non si trovano ovunque. Ho capito presto di aver fatto la scelta giusta. Ma vorrei di più...».

Cosa?

«Vorrei tanto giocare in un Via del Mare gremito, vorrei sentire il calore dei tifosi giallorossi che ho sempre avvertito ogni volta in cui ho affrontato il Lecce da avversario. Giocare in uno stadio senza pubblico non è calcio: è come per un attore recitare in un teatro vuoto, senza la presenza del pubblico. Spero che si possa tornare presto alla normalità, anzitutto per la bene e per la salute di tutti, e poi per tutto il mondo della sport che ne ha veramente bisogno. Sarebbe bello ritrovare i nostri tifosi nella volata decisiva per il salto di categoria. Incrociamo le dita».

E' pronto per il duello con Balotelli e Boateng?

«Sto molto meglio, da qualche giorno sono tornato a lavorare con i compagni per cui mi avvio verso il pieno recupero. Mi piacerebbe tanto confrontarmi con questi campioni, specialmente con Balotelli che considero uno dei migliori talenti che il calcio italiano abbia avuto negli ultimi venti anni. La mia autonomia? È sempre il campo a dire l’ultima, io sono a disposizione dello staff tecnico».

Per gli addetti ai lavori il Monza è sulla carta la squadra più forte della serie B: è d’accordo?

«Di sicuro sul piano della qualità è tra le più forti solo che l’esperienza insegna che i campionati di serie B si vincono soprattutto con gente che conosce bene questo torneo. È una questione di mentalità. La qualità certamente è importante però servono anche altre caratteristiche come la corsa, l’aggressività e la fame di successo. E poi, è un campionato lunghissimo per cui è necessario stare sul pezzo dalla prima all’ultima giornata. Io sono dell’idea che quest’anno in modo particolare la corsa per la promozione diretta si deciderà nelle ultime tre, quattro giornate, dopodiché ci saranno i play off che saranno ancora più competitivi rispetto alle ultime edizioni».

Il Lecce segna tantissimo ma subisce altrettanto: cos’è che non va?

«Ne parliamo da tempo e continuiamo a farlo per cercare di trovare una via d’uscita. Al di là degli errori individuali che, anche se pochi, comunque ci sono stati, a parer mio è necessario ragionare soprattutto sulla fase difensiva nel suo complesso. Per subire meno gol probabilmente il Lecce nel prosieguo della stagione dovrà avere un atteggiamento differente nella fase di non possesso, mettere più attenzione, maggiore equilibrio tra le due fasi e sicuramente anche più cattiveria in area di rigore. Abbiamo i mezzi per uscirne, tocca a noi risolvere il problema».

Pensa che la squadra risenta dell’assenza di mister Corini?

«Più che la squadra del mister, io penso che sia il mister a risentire maggiormente della lontananza dal campo di allenamento. Noi facciamo il massimo ogni giorno con il contributo di mister Lanna e dello staff tecnico però la presenza quotidiana darebbe la possibilità a Corini di intervenire dove è necessario per migliorare le cose. Speriamo torni presto».

Tornare ad essere protagonista con il Lecce le darà la possibilità di conservare il posto in Nazionale?

«Come ho già detto, subito dopo aver firmato con il Lecce sono andato in ritiro con l’Albania. Il ct Reja si è complimentato con me: “Ora avrai la possibilità di giocare con maggiore frequenza ed è un bene per tutti”. Tra l’altro, la concorrenza in Nazionale, soprattutto nel reparto difensivo, è davvero notevole, di conseguenza spero di fare bene e di vincere con il Lecce per restare nel giro della Nazionale».

A proposito, lo sa che Reja in passato ha allenato il Lecce?

«Sì, me lo ha detto lui. Il mister ha avuto parole di apprezzamento per la città e per le gente salentina, ed ha sottolineato un aspetto importante: “Ricorda - mi ha detto - che giocare a Lecce equivale a giocare in serie A”. Come dargli torto».

 

 


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