Il caso-Manganiello: non ci sono regole certe, è stato rotto il giocattolo

Martedì 12 Novembre 2019 di Lino De Lorenzis
Khouma Babacar
Regolamenti, prassi, protoccolo Var, guida pratica, discrezionalità dell’arbitro e tanto altro. Il gioco del calcio rischia di trasformarsi da grande passione collettiva a rompicapo difficile da risolvere. Per definizione, “Il Regolamento del gioco del calcio” dovrebbe costituire la base legislativa da cui dipende questa disciplina sportiva, descrivendone quindi modalità, finalità e struttura. Purtroppo, non è sempre così. Domenica scorsa, allo stadio Olimpico di Roma, in occasione della gara di serie A tra Lazio e Lecce, la prassi ha sostituito la regola, per la precisione la numero 14, lettera C, del regolamento del gioco del calcio. Non può essere accettato. O meglio, non si può accettare tanta confusione intorno alle regole del gioco più bello del mondo. Si pensava che con l’introduzione della Var non ci sarebbero stati più problemi e invece la situazione è addirittura peggiorata a causa di regole che non vengono rispettate o che vengono interpretate in maniera differente, a seconda dei casi. Come ad esempio per il fallo di mano in area di rigore per il quale non c’è assolutamente uniformità di giudizio da parte dei direttori di gara e degli stessi uomini del Var. Tutto ciò alimenta sospetti e fa infuriare dirigenti, tecnici, calciatori e soprattutto i tifosi che continuano ad essere la vera anima di questo sport. E allora viene spontaneo dire: ci avete rotto il calcio.
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