De Biasi: Lecce sia orgogliosa di questa società. L'Albania ha fatto un bellissimo gesto verso l'Italia

Martedì 7 Aprile 2020 di Antonio IMPERIALE
Gianni De Biasi
Per lui, per Gianni De Biasi, il coronavirus ha due dimensioni: quella italiana, che vive nella sua Conegliano Veneto, e quella albanese, che affligge il Paese che gli ha regalato la cittadinanza onoraria per aver portato per la prima volta la Nazionale agli Europei mancando, per un soffio, nel 2016, il passaggio agli ottavi di finale. Da Tirana, da Durazzo, dove ha vissuto per cinque anni e mezzo, gli giunge l’eco dei giorni tristi. «Stanno soffrendo tanto anche loro. Me ne parlano i tantissimi amici albanesi con i quali sono sempre in contatto. Qui da noi il vuoto è dappertutto, i lutti, il presente come un incubo, lo spaesamento, le angosce sul domani che verrà. Esco da casa, a Conegliano, solo una volta la settimana per la spesa».
“La favola bella”, come l’ha definita qualcuno, del presidente Edi Rama che è corso in aiuto dell’Italia con il suo piccolo esercito di medici ed infermieri, lo commuove. «Io ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere direttamente tre presidenti albanesi, da Bamir Topi a Bujar Nishani che mi ha voluto cittadino d’Albania, con passaporto albanese, per meriti sportivi, a Edi Rama. Lo conosco molto bene. Ci sentiamo. Siamo stati spesso insieme a pranzo. Ti affascina per la profondità culturale, per lo spessore umano. I suoi gesti, come quello dell’aiuto all’Italia, gli nascono dentro, si porta, come in genere gli albanesi, una profonda riconoscenza verso il nostro Paese che è presente in un’Albania in crescita con le sue imprese, è italiano il nuovo bellissimo stadio di Tirana, un capolavoro dell’architetto Marco Casamonti. Sta crescendo pure il calcio. I nostri risultati all’Europeo hanno fruttato allo sport albanese 9 milioni di euro, tantissimi soldi al cambio con la moneta locale. Ci sono progetti di sviluppo che richiedono sapiente gestione. Speriamo che il coronavirus non complichi le cose». L’Università di Tirana gli ha conferito anche la laurea ad honorem in scienze sociali. Adesso da Conegliano segue le vicende del nostro calcio. Ha avuto l’occasione di rientrare già in gioco, ma ha detto “no, grazie” alla Spal. «Vivo da spettatore, una stagione spezzata sul più bello dal coronavirus». Al virus si è inchinata anche la giornata mondiale dello sport, alla quale ha rivolto un pensiero anche il Papa. La pandemia non risparmia nessuno. «Peccato. Vivevamo un campionato che regalava grande spettacolo, entusiasmo di folle, emozioni. E adesso l’intera azienda calcio, un’azienda di grandissimo livello ed assai complessa, è chiamata ad enormi responsabilità per uscire dall’impasse del presente, garantendosi il futuro. La riduzione degli stipendi da parte della Juventus è stato un bel segnale. Ci sono posizioni diverse. Attenzione, però. Un conto sono i contratti esosi, ma applicare la stessa logica alla serie B o soprattutto alla C significherebbe sparare sulla Croce Rossa. Non sappiamo nemmeno se si riuscirà a salvare la stagione, come vorremmo tutti, con una ripresa magari a porte chiuse, a tappe forzate, ma capace di difendere la regolarità del campionato, dopo essersi preoccupati di garantire la salute a tutti gli addetti, ai calciatori, ma anche a tutti coloro che ruotano intorno alla squadra. Dybala ancora positivo suona una sorta di allarme. Non conosciamo le possibili reazioni di questo maledetto virus che in Cina sta già tornando. Per i giocatori la ripartenza del campionato non sarà solo un problema fisico-atletico, ma soprattutto mentale. Si vorrebbe da qualche parte fermare tutto qui, garantendo scudetto e posti in Champions, e facendo retrocedere solo le ultime due. Ne trarrebbe vantaggio il Lecce, che però vuole arrivare sino in fondo, come insiste con grande onestà il presidente Sticchi Damiani. Il Salento deve essere orgoglioso di questa società e dei suoi dirigenti. Speriamo che si possa ripartire, nel tempo giusto per chiudere magari poco dopo la metà di luglio. Non si farebbe un torto a nessuno. Anche se realtà come Brescia e Atalanta fortemente più colpite dal coronavirus possono risentirne di più sul piano psicologico».
L’eventuale volata salvezza? «Io vedo coinvolti il Torino, al quale non ha giovato il cambio di allenatore, la Sampdoria. Il Genoa era in ripresa. Spal e Brescia dovrebbero compiere un miracolo difficile. Per il Lecce la lunga sosta può diventare un vantaggio, Liverani potrà contare su tutti i suoi uomini. E tornare quello dell’avvio del girone di ritorno. La qualità del suo gioco esaltata da tutti gli uomini di maggiore qualità».
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