​Il Brindisi cambia ancora: via Roselli, torna Danucci

La sconfitta nel derby con il Foggia è costata la panchina al tecnico umbro Al suo posto richiamato l'allenatore che era stato esonerato a novembre

Il Brindisi cambia ancora: via Roselli, torna Danucci
di Antonio SOLAZZO
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Mercoledì 21 Febbraio 2024, 06:55


Il ribaltone è ufficiale: Ciro Danucci torna sulla panchina del Brindisi. È questo il clamoroso epilogo di una giornata concitata e chiusa con il ritorno nel capoluogo adriatico del tecnico artefice della promozione in Serie C solamente nove mesi fa. La sconfitta contro il Foggia, infatti, è fatale a Giorgio Roselli, sollevato dall'incarico appena dieci giorni dopo la decisione di respingere le dimissioni presentate dallo stesso allenatore alla società post Latina.

Le strade dei due tecnici, insomma, tornano a incrociarsi con un percorso invertito rispetto a novembre, quando dopo l'esonero di Danucci la società aveva scelto il classe 1957 per gestire il gruppo in un momento tempestoso. Oggi, però, la nave sembra ancora più nella burrasca, con un Brindisi sempre più in preda alla confusione totale. La squadra, dopo il k.o. casalingo rimediato lunedì sera contro il Foggia, si trova infatti costretta a guardare da dietro tutte le proprie avversarie: è questa la fotografia del momento dei biancazzurri, ultimi in classifica a quota diciassette punti e sprofondati ormai nel baratro a causa di una crisi inesorabile e apparentemente senza via di uscita. Il compito di Danucci, dunque, sembra decisamente complicato.

Oggi, infatti, gli adriatici sono con le spalle al muro e hanno l'obbligo di inseguire le altre compagini senza però avere il passo e la continuità per iniziare una a oggi improbabile risalita. Quella contro i «cugini» dauni è la diciottesima sconfitta in ventisette partite, addirittura la sesta nelle ultime dieci uscite chiuse con un totale di soli quattro punti. Nel 2024, inoltre, il trend è letteralmente «a senso unico» e racconta l'astinenza da vittorie che dura ormai dallo scorso 10 dicembre, data dell'ultimo sussulto del Brindisi in questo campionato (0-2 contro il Sorrento).

Insomma, un ruolino di marcia da horror che fa il paio con il dato relativo ai gol segnati (appena diciassette) e a quelli subiti (ben cinquanta). Si tratta, a conti fatti, di numeri impietosi che rischiano di far scendere i titoli di coda sull'avventura del Brindisi in Serie C dopo appena nove mesi dalla tanto attesa promozione. Anche nel derby contro i rossoneri, la squadra è sembrata per certi versi spaesata e incapace di reagire ai colpi incassati in maniera piuttosto passiva soprattutto nella prima frazione, ulteriore sinonimo del brutto momento e della confusione che aleggia dalle parti di via Benedetto Brin. La rivoluzione invernale ha stravolto la rosa, ma le oltre trenta operazioni (tra entrate e uscite) messe a segno dal club hanno avuto come unici risultati la riduzione del monte ingaggi, l'abbassamento dell'età media e soprattutto l'assenza di competitività contro compagini più esperte e attrezzate. In pratica, una sessione di mercato vincolata dalla precaria situazione economica e che rischia di ripercuotersi pesantemente sul futuro prossimo di un Brindisi a oggi con un piede e mezzo in Serie D. Il calcio giocato però, come spesso ribadito in questi giorni, sembra paradossalmente non essere la priorità, pur alla luce del ritorno di Danucci in panchina. L'assenza di novità sulle trattative per il passaggio del titolo alimenta le ombre sulle sorti del calcio brindisino, proprio come dichiarato dal socio Teodoro Arigliano la scorsa settimana ai microfoni di Antenna Sud. Senza aiuto all'attuale proprietà (sempre più contestata dalla tifoseria), il futuro del Brindisi potrebbe realmente essere segnato.

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