Bari, testa a testa D'Aversa-Inzaghi per la panchina: la situazione

Bari, testa a testa D'Aversa-Inzaghi per la panchina: la situazione
di Davide ABRESCIA
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Domenica 9 Giugno 2024, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 14:10

Magalini direttore sportivo, Di Cesare direttore tecnico, uno tra Inzaghi e D’Aversa allenatore. Sembra questa al momento l’indicazione per il futuro del Bari, un futuro che verrà scritto la prossima settimana con le ufficialità. Di Magalini si è scritto e parlato già parlato ampiamente negli ultimi giorni e solo un ripensamento improbabile del dirigente veronese potrà cambiare questo quadro.

La situazione

Anche il ruolo di Valerio Di Cesare in società con il passare dei giorni va via via definendosi. Il capitano protagonista della salvezza con un finale di stagione incredibile darà a breve ufficialmente l’addio al calcio giocato concentrandosi su quella che è la carriera che si è costruito studiando negli ultimi anni da calciatore, ovvero quella da direttore sportivo.

L’inizio lo vedrà subito proiettato alla causa della prima squadra e in sinergia con un direttore sportivo che conosce già, quel Magalini che è stato suo dirigente per due anni e mezzo nell’esperienza a Mantova. Continuando su questa linea il ballottaggio tra gli allenatori pare essersi ristretto a due nomi: il primo è quello di Filippo Inzaghi, il secondo quello di Roberto D’Aversa. Inzaghi sarebbe il nome del rilancio anche a livello mediatico.

Un allenatore di esperienza, 51 anni, che da calciatore ha portato a casa scudetti, coppe europee, con le maglie di Juventus e Milan, e un mondiale da protagonista con la Nazionale a Berlino con l’Italia di Marcello Lippi. E da allenatore ha già vinto una volta il campionato di Serie B con il Benevento, che ha allenato anche in Serie A.

Nella carriera dell’allenatore piacentino anche una vittoria del campionato di Serie C con il Venezia, che ha allenato dopo l’esperienza al Milan, un anno a Bologna, un esonero a Brescia con la squadra che comunque veleggiava nelle parti alte della classifica e gli ultimi due anni, tra la Reggina in Serie B, portata ai playoff nonostante una stagione complicatissima e la penalizzazione in campionato che ha alterato la classifica nelle ultime giornate (era l’anno in cui il Bari è arrivato terzo perdendo la finale playoff contro il Cagliari) e la Salernitana, in un anno orribile dove nessuno è riuscito a risollevare le sorti dei campani, passati da Paulo Sousa a Inzaghi a Liverani a Colantuono senza riuscire a migliorare la propria condizione di classifica.

Un allenatore che fa del 4-3-3 e del 3-5-2 i sistemi di gioco utilizzati, quelli con cui il Bari ha finito l’anno con la gestione di Giampaolo, Di Leo e Di Bari.

Roberto D’Aversa è un nome altrettanto forte. 49 anni, di origine abruzzese ma nato in Germania, D’Aversa ha fatto una buona carriera da calciatore calcando anche i campi di Serie A e come tecnico si è affermato a Parma dopo aver brillato con il Lanciano in Serie B. In Emilia il doppio salto dalla C alla A, con Valerio Di Cesare in squadra (domani alle 12 al San Nicola, è in programma la conferenza stampa del capitano nella quale potrebbe annunciare l’addio al calcio).

Dopo il 14esimo posto del primo anno e l’11esimo del secondo l’anno orribile con la retrocessione e la ripartenza con due esoneri: il primo alla Sampdoria di Ferrero, caso quasi disperato con una società in nettissima difficoltà, il secondo a Lecce dove, dopo una partenza sprint, non è riuscito più a vincere, costringendo la società a cambiare dopo un episodio al via del Mare con Henry del Verona. Bari potrebbe essere la piazza ideale per ripartire ma sul tecnico c’è anche il Cesena, che vorrebbe affidare a lui la panchina nell’anno del ritorno in Serie B.

Al momento sembra una corsa a due, anche se non escluse sorprese nei primi giorni della settimana che sta per cominciare.

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