Separati dopo dieci anni, muoiono Pino e Tay

Separati dopo dieci anni, muoiono Pino e Tay
Si può morire di solitudine? Questa storia dice di sì. La storia di Pino, Tay e Mary è una storia di amore e amicizia. Una favola tra due cani e un essere umano. Un caso che rende il legame tra uomo e cane vicino al mito, che disegna nella realtà ciò che film e letteratura hanno impresso nell’immaginario collettivo. Pino fu abbandonato tanti anni fa in uno scatola di cartone. Era un cucciolo dal manto color crema. Fu trovato dai volontari dell’Enpa di Galatina, che cominciarono a prendersene cura nel canile comunale. Pino fu inserito in un box insieme alla piccola Tay, anche lei trovatella. Gli anni passarono e nessuna famiglia si accorse di loro. Il canile era la loro casa. Il manto intorno ai musi cominciò ad imbiancarsi, si evidenziarono i primi problemi di salute. Ma la sofferenza che la detenzione provoca su ogni essere vivente era placata dall’equilibrio che i due animali avevano trovato tra di loro, e dalle cure e attenzioni che i volontari fornivano ogni giorno.

Nel 2010 un primo avvenimento minò la convivenza tra i due animali, per la prima volta furono strappati dalle cure dei volontari che li accudivano. Il canile sanitario dovette chiudere per ristrutturazione e Pino e Tay furono trasferiti nella struttura privata di Noha. Un capannone dove il sole faceva fatica ad insinuarsi tra le grate. Una struttura che, oltre ai cani, fagocitò anche le loro speranze. Un luogo di dolore, finito sotto sequestro sanitario, all’interno del quale ad alcuni animali furono folgorate le corde vocali per non farli abbaiare. Ma anche in quell’occasione Pino e Tay non furono lasciati soli. Mary, una volontaria dell’Enpa, si recò ogni giorno nel canile e continuò a prendersi cura di loro. Così, fra i tre, scattò la magia dell’amicizia eterna. Della devozione. Della fiducia incondizionata.

Per i due cani Mary era ormai il loro unico punto di riferimento. Gli animali tornarono sotto la custodia dell’Enpa nel 2014. Pino è ormai un cane anziano, cieco e con problemi di cuore. Anche Tay è in terapia per insufficienza cardiaca. Nonostante gli acciacchi sembra tornata la tranquillità. Ma un secondo avvenimento cambia il corso degli eventi. A febbraio 2015 il bando di gara per l’assegnazione dei canili di Galatina vede l’avvicendarsi di gestione tra l’Enpa e l’Anta-Dog Park, che vince l’appalto. Tutto legittimo e previsto dalla legge. Ma i sentimenti dei cani non seguono il freddo binario della logica amministrativa. Per loro è un terremoto. La nuova gestione si insedia il primo di luglio e per tutto il mese i canili restano chiusi al pubblico. «Bisogna prima fare il censimento dei cani e disinfettarli da pulci e zecche», spiega Maria Voltino, presidentessa dell’Anta. Neanche Mary, volontaria da lunghi anni, può entrare a trovare Pino e Tay. Quando il primo agosto i cancelli si aprono le volontarie scoprono alcune cose che non quadrano.

Gli orari sono stati limitanti fino a poco tempo fa, solo da qualche giorno è garantito il rispetto degli orari previsti nell’offerta tecnica sull’apertura pomeridiana nel canile sanitario e in quello di Latronica. E solo dopo le vibrate proteste delle associazioni e dei volontari.

Solo a luglio i decessi ammontano a 9. Ai volontari, anche a quelli di lungo corso, non sarebbe permesso di socializzare con gli animali. «Ho supplicato di farmi entrare nei box, ero in lacrime, ma non mi hanno permesso di toccare i cani - spiega Antonella - ho cercato di infilare le dita nelle grate per farmi leccare. È stato straziante. Mi è stato detto che era per la mia sicurezza, che dovevo fare un corso. Ma i cani li conoscevo tutti da tempo». La nuova gestione ribatte che i corsi per i volontari sono previsti dal regolamento e che sono funzionali alla loro sicurezza e preparazione. Molte convivenze tra cani sono state sciolte.

Anche Pino e Tay, dopo 10 anni insieme, sono separati. «Pino è stato inserito insieme ad altri 9 cani - afferma Rosaria Pascali, presidentessa Enpa - lo abbiamo constatato in una visita e abbiamo protestato dicendo che da sempre stavano insieme, che erano malati e anziani». Dopo le insistenti lamentele i due animali vengono ricongiunti. Ma il destino è spesso cinico e beffardo. Il tempo di qualche leccata reciproca sul muso, per la gioia di essersi ritrovati, e questa volta i due amici si separano per sempre. Tay è morta qualche giorno dopo. Il fragile cuore di Pino non ha retto, ed è morto anche lui la settimana successiva. Sono morti insieme. In gabbia, lontano da chi li ha amati.
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Giovedì 27 Agosto 2015 - Ultimo aggiornamento: 18:58