Non tutti gli equivoci vengono per nuocere

Domenica 3 Novembre 2019 di Giovanni CAMARDA
Non tutti gli equivoci sono uguali. In assoluto, meglio evitarli, ma quello tra Babacar e Liverani anche no, visto come è andata. Con il senegalese in campo, il Lecce aveva avuto un inizio carico di affanni e di presagi tutt’altro che favorevoli. Il Sassuolo spingeva, i giallorossi soffrivano senza riuscire a ripartire con continuità. Non che fosse solo colpa sua, del Khouma, evidentemente. Poi l’acciacco, il braccio alzato, lo sguardo verso la panchina, Liverani che dice a Falco di sbrigarsi. Momento, non è proprio così, pare che l'altro si stia riprendendo, sì, vuole restare in campo. Troppo tardi, o magari è solo che il tecnico ha già deciso e si è tolto gli ultimi dubbi, quelli che si portava dietro dalla vigilia. Del resto, non gli stava piacendo nemmeno molto la prova del suo numero 30, sottolineano i bordocampisti.

Quindi dentro Falco, e pazienza se l’altro smoccola. Equivoco o no, il Lecce cambia volto. Immediatamente. Rossettini lancia profondo verso il centrosinistra, dove stazionava proprio Babacar e invece adesso si è trasferito Lapadula. Che è sempre un wrestler tutto grinta, lotta, sudore, ma stavolta anche classe, tanta: aggancio, conversione, tocco, destro. Grandissimo gol. Sì, con Babacar in campo non sarebbe successo. Ma, soprattutto, al suo posto adesso c’è un Falco versione Beep-beep - un pennuto anche lui, in fondo - semplicemente imprendibile, ispirato, imprevedibile. E dotato sempre di un sinistro ammaliante e mortifero, semmai poco valorizzato dai numeri. Con quel piede avrebbe dovuto e potuto segnare molto di più in carriera e magari fa ancora in tempo a correggere il trend del tutto inadeguato per quel tipo di sensibilità. Sarà per questo che la parabola che stende Consigli risulta quasi prevedibile nella sua perfezione, dietro c’è Lucioni che alza le braccia al cielo prima ancora che la palla accarezzi la rete, dolcemente.

Quanti ne ha fatti, di gol così, Falco? Pochi, troppo pochi. Intanto fa questo, grazie anche a quell’equivoco esco-esci-no resto-no esci tra Baba e Liverani. Meglio così? Non è detto, ma verrebbe da pensarlo. Anche perché Falco, quando può, continua a incantare, fino alla fine: è sempre lui ad avvicinare il Lecce al 3-2, con un’accelerazione da destra a sinistra che spacca la difesa neroverde. Il gol, però, non arriva. Resta il pari, quarto di fila, secondo subìto nel finale. Giusto, sbagliato, generoso, avaro: ormai è andata, quando proprio non si riesce a trovare una chiave positiva ci si può rifugiare negli stereotipi, del tipo “fa esperienza anche questo”. Ok, ma in fretta, se possibile, perché trovarsi in vantaggio a pochi minuti dalla fine è manna dal cielo, anche quando meritata, e se ti chiami Lecce non puoi sprecare niente. Nemmeno gli inattesi benefici di un equivoco. Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 18:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA