Serie D, per il Trastevere è aria di derby con l'Ostiamare. Il presidente Betturri: "Non vogliamo fermarci"

Martedì 2 Febbraio 2021 di Daniele Petroselli

Nella Capitale è di nuovo aria di derby. Ma non tra Roma e Lazio ma tra altre due squadre storiche come Ostiamare e Trastevere, impegnate nel campionato di Serie D. Per l'Ostiamare l'occasione importante di migliorare la quattordicesima piazza, mentre per il Trastevere una vittoria vorrebbe dire alta classifica (visto che è al quinto posto ma con due partite ancora da recuperare). Un successo che per la squadra di Sergio Pirozzi, reduce dalla bella vittoria in casa di una big come il Siena, vorrebbe addirittura dire testa della classifica. Ma guai a pensare ancora alla promozione. Cosa che invece ha sfiorato soltanto lo scorso anno l'Ostiamare.

 

All'Anco Marzio domani (calcio d'inizio alle 14.30) sarà davvero una sfida ricca di significato e spettacolo. Il Trastevere è reduce dal poker rifilato alla Sinalunghese, con uno dei grandi ex Bertoldi autore di una doppietta. Per i ragazzi di Ostia invece c'è voglia di riscatto dopo due sconfitte consecutive, rimediate contro Montevarchi e Trestina. Un anno fa, il 2 febbraio, al 'Trastevere Stadium' finì 2-2. L'ultima volta a Ostia, invece, nel settembre 2019, furono i padroni di casa ad avere la meglio per 2-0.

 

«La bella vittoria ottenuta sul campo del Siena e la partecipazione alla Coppa Italia dei grandi, con la sfida al Bari hanno impreziosito la stagione della nostra squadra ma, allo stesso tempo, i fatti hanno evidenziato quanto sia complicato gestire e mantenere una squadra di calcio anche in terza o quarta serie - ha ammesso il presidente del Trastevere Pier Luigi Betturri -. Siena e Bari, due società blasonate con campionati di serie A nella propria cronistoria e oggi militanti in campionati minori, sono solo due esempi dei tanti club importanti attualmente in difficoltà. Nelle grandi metropoli solo Milano e Roma hanno squadre in serie D, ma solo il Trastevere rappresenta un Rione del centro storico cittadino. Ora non vorremmo fermarci, e mi aspetto un'altra nostra bella prova».

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