Candela e Cafù, lo scudetto 20 anni dopo: «Quel giorno a Roma scoprimmo il paradiso»

Mercoledì 16 Giugno 2021 di Francesco Balzani
Candela e Cafù, lo scudetto 20 anni dopo: «Quel giorno a Roma scoprimmo il paradiso»

Marcos Cafu e Vincent Candela. Uno sempre sorridente, l’altro guascone. Uno a destra, l’altro a sinistra. E non parliamo di politica. Barbera e Champagne di una squadra formidabile che vantava i due terzini probabilmente più forti d’Europa da completamento di una rosa formata tra gli altri da Totti, Montella, Batistuta, Aldair, Samuel, Tommasi ed Emerson. Una squadra allestita da Sensi e allenata da Capello che domani festeggia i 20 anni dall’ultimo tricolore. Il terzo della storia.

 

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Parte il Pendolino brasiliano che oggi è dirigente Fifa e che non ha dimenticato quel giorno di vent’anni fa: “Il 17 giugno? Mi ricordo tutto dal primo all’ultimo secondo. Era l’ultima stazione di un viaggio bellissimo. Roma-Parma era attesa da tutti, soprattutto dai tifosi che da 18 anni aspettavano quel momento memorabile.  A due minuti dalla fine tutti i giocatori in campo erano con gli occhi fissi sugli spalti, era impossibile non restare incantati da quelle bandiere, quei cori, quei colori”. Meglio vincere a Roma o Milano? Cafu nemmeno ci pensa: “Non c’è paragone, uno scudetto a Roma ne vale dieci vinti al Milan. Non è paragonabile l’emozione che ti regala la gente. Un po’ come in Brasile”.  Con il quale Marcos ha vinto due Mondiali.

 

Sul tetto del pianeta nel 1998 si è seduto anche Candela autore dell’assist del primo gol di Totti contro il Parma tre anni dopo: “Sul pullman per andare allo stadio c’era una tensione incredibile anche perché affrontavamo un Parma fortissimo. Batistuta non disse un parola mentre io Montella e Totti parlavamo solo di come potevamo metterci in campo. E visto come è nato il primo gol avevamo le idee chiare. Il resto lo conoscete”.  Quando Roma rivivrà giorni così? “Credo presto - dice Candela -.L’arrivo di Mourinho ricorda quello di Capello. Ora servono 3-4 acquisti di livello e poi si può sognare”. Perché come scrive Donato Carrisi bisogna “ricordare il passato per prepararci al futuro”. Che potrebbe urlare il nome di Icardi offerto in questi giorni e sul quale la Roma sta facendo più di una valutazione.

Ultimo aggiornamento: 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA