Mourinho alla Roma, la presentazione: «Accoglienza emozionante. Dzeko? Non ne parlo». E cita Marco Aurelio

Giovedì 8 Luglio 2021
Mourinho alla Roma, la presentazione: «Dai tifosi accoglienza emozionante. Dzeko? Non parlo». E cita Marco Aurelio

Josè Mourinho si presenta come nuovo allenatore della Roma. Prima la conferenza stampa alle ore 13.30 nella splendida Terrazza Caffarelli, poi alle 17 dirigerà il primo vero allenamento della sua nuova squadra a Trigoria. Su Leggo.it la diretta della conferenza stampa che sarà seguita in tutto il mondo. Prima dell'incontro con i giornalisti, Mourinho ha visitato i Musei Capitolini con i Friedkin. 

 

 

 

«Voglio ringraziare i tifosi perché la loro reazione al mio arrivo è stata eccezionale - le sue prime parole da mister giallorosso - Non ho ancora fatto nulla per meritarlo, e mi sono subito sentito in debito: l'accoglienza è stata emozionante. La prima cosa che voglio fare è ringraziare loro. Poi voglio ringraziare la fiducia della proprietà, del club, della famiglia Friedkin. Perché sono qui? Perché sono vicino alla statua di Marco Aurelio: nulla viene dal nulla, nulla ritorna dal nulla. Ha un significato che è simile a ciò che ho sentito quando ho parlato con il club».

 

«Ho dovuto cambiare numero di telefono tre volte, perché trovate sempre il mio numero - ha detto Mou rispondendo a una domanda sulla pressione che avrà dall'ambiente romano - Voi avete il vostro lavoro da fare, noi il nostro. Non sono una persona troppo simpatica quando lavoro, magari non sarà un piacere per voi lavorare con me perché io difenderò il mio club. Questo per me è fondamentale, tutti noi a Trigoria e nel club dobbiamo pensare così. Abbiamo un lavoro da fare e ovviamente rispetteremo il vostro».

 

«Se ho scelto di essere qui perchè Roma è una grande città? No. Non sono qui in vacanza o per turismo. La città è una grande città, l'incredibile legame dell'As Roma con la città è ovvio», ha detto Mourinho. «Ma siamo qui per lavorare. Quindi allenamento alle quattro. Ciao», ha scherzato alzandosi e fingendo di andare via.  Il primo passo? «Conoscere il gruppo. Non andremo a cambiare delle cose se non siamo consapevoli di ciò che abbiamo, anche se ci sono dei principi fondamentali che non sono negoziabili. Il mio modo di lavorare è molto semplice, tutto ciò che non è al 100% non va bene». 

 

«Da quando sono arrivato ho visto una grande gioia ed entusiasmo, per me capire che c'è questa voglia di lavorare tutti insieme è un'ottima sensazione». Su Dzeko e sulla fascia di capitano tolta l'anno scorso, ora sul braccio di Lorenzo Pellegrini: «Non risponderò a questa domanda, non parlo di ciò che faccio all'interno del mio club. Quanto al capitano, la società e i giocatori dovranno conoscere la situazione prima di voi». Su Spinazzola e Cristante: «La nazionale italiana è piena di talento, Mancini può farne giocare solo 11 alla volta. Spinazzola nonostante l'infortunio l'ho visto pieno di vita e di voglia di tornare più forte di prima: è chiaro che ci mancherà per diversi mesi, quindi ci servirà un terzino sinistro».

 

LA DIRETTA

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA