Milan, non solo i cinesi: spunta anche il fondo dello sceicco di Dubai

Martedì 7 Marzo 2017 di Luca Uccello
Silvio Berlusconi e Adriano Galliani

 Il closing? Si farà. Se non con Ses con altri investitori. Le alternative non mancano. Quali? Al Milan è ancora interessato Sal Galatiolo e Nicholas Gancikoff e rappresentano il gruppo dell’uomo d’affari cinese Sonny Wu. I due advisor hanno già avuto a che fare con Fininvest prima di ritirarsi e lasciare campo libero all’uomo d’affari (non con un rispettoso curriculum vitae) Yonghong Li. Senza dimenticare il solito Bee Taechaubol, che ha trattato prima di tutti con Silvio Berlusconi in tempi non sospetti.

Da quanto filtra in ambienti finanziari sarebbe rispuntto anche lo sceicco Al Maktoum che potrebbe considerare il Milan un veicolo interessante in vista di Expo in Dubai del 2020: tra l’altro, secondo le altre indiscrezioni, lo sceicco avrebbe già avuto contatti in passato, rifiutando però la proposta di entrare nel club come azionista di minoranza. E infine, ci sarebbe il gruppo cinese Fosun con il potente agente Jorge Mendes alle spalle e già accostato al club ad agosto dello scorso anno. Insomma gli interessamenti alla creatura vincente di Silvio Berlusconi non mancherebbero anche se fino almeno a venerdì (e forse oltre) si proverà a chiudere l’operazione con il consorzio di Sino-Europe Sports.

Gli incontri tra i legali delle parti sono continui e si sta cercando un altro accordo per il nuovo contratto, che preveda nuove condizioni, nuove clausole e nuove tempistiche. Se verrà trovato l’accordo si potrà procedere poi al versamento della terza rata da 100 milioni come nuova caparra di un affare che il presidente Berlusconi vorrebbe chiudere il prima possibile. Quando il versamento si concretizzerà, il nuovo contratto sarà ritenuto valido. Se i 100 milioni, invece, non verranno accreditati entrò questo venerdì, calerà il sipario su SES, sia a livello contrattuale sia a quello verbale.

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