Plusvalenze, Juventus indagata per falso in bilancio: Agnelli, Nedved e l'ex Paratici sotto inchiesta

La Guardia di Finanza ha perquisito la sede del club bianconero acquisendo documenti per gli anni dal 2019 al 2021. Si tratterebbe di movimenti per 50 milioni di euro

Da sinistra: Paratici, Nedved e Agnelli
Da sinistra: Paratici, Nedved e Agnelli
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Venerdì 26 Novembre 2021, 23:19 - Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 13:47

La Juventus è indagata dalla Procura di Torino per falso in bilancio. Plusvalenze irregolari e movimenti di mercato sospetti sono adesso ipotesi d’accusa nei confronti del club bianconero, e la Guardia di Finanza è entrata nella sede della società alla Continassa per una perquisizione. Sotto la lente degli inquirenti gli anni 2019, 2020 e 2021. 

Secondo quanto si apprende sono stati acquisiti dei documenti ed è stata formulata l’accusa: falso in bilancio e false fatturazioni, indagati il presidente Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, l’ex direttore dell'area tecnica Fabio Paratici, adesso al Tottenham, e altri tre dirigenti. Tra gli altri indagati, sempre secondo quanto si apprende, ci sono anche l'attuale Chief Corporate & Financial Officer Stefano Cerrato, l'ex Chief Corporate & Financial Officer, Stefano Bertola e l'ex dirigente finanziario Marco Re. Il reato ipotizzato sarebbe quello del falso in bilancio.

Inoltre, anche la Juventus è assoggettata alle stesse accuse per via della normativa italiana come persona giuridica. Si tratterebbe di movimenti sospetti per un totale di 50 milioni di euro. La Procura di Torino ha aperto un fascicolo dopo gli approfondimenti di Consob e Covisoc. Secondo quest'ultima era necessario approfondire alcuni casi legati ad operazioni di plusvalenze, in particolare quella relativa allo scambio Pjanic-Arthur con il Barcellona. Nella rete delle indagini sono finite altre operazioni, come il trasferimento di Osimhen dal Lille al Napoli, ma su 62 operazioni attenzionate dalla Covisoc, 42 riguardano la Juve. 

Le perquisizioni della Guardia di Finanza

Militari della Guardia di Finanza hanno eseguito nel tardo pomeriggio, su ordine della Procura, perquisizioni nelle sedi di Torino e Milano della Juventus. A darne notizia una nota della Procura in cui si sottolinea che i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Torino, delegati alle indagini, sono stati incaricati di reperire documentazione ed altri elementi utili relativi ai bilanci societari approvati negli anni dal 2019 al 2021, con riferimento sia alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci.

Allo stato, prosegue la nota, le attività sono volte all'accertamento di ipotesi di reato di false comunicazioni delle società quotate ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva.  Al vaglio, si precisa,  vi sono diverse operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni. E altresi ipotizzato a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto qualora una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di taluni specifici illeciti. 

Nella nota, la procura evidenziando, poi, che a tutela del mercato finanziario, le perquisizioni sono state avviate successivamente alla chiusura delle contrattazioni settimanali di Borsa italiana, dove il club calcistico è quotato, rende noto che delle  attività in corso è stata data comunicazione alla Consob e alla Procura Federale istituita della Figc  L'indagine, denominata "Prisma", ha avuto avvio nel maggio 2021 ed è affidata ad un pool di magistrati  del Gruppo dell'Economia, composto dai Sostituti Procuratori Ciro Santoriello, Mario Bendoni e dal Procuratore Aggiunto Marco Gianoglio, avvalendosi anche di attività tecniche di intercettazione di comunicazioni.

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