Inter, finale di campionato amaro: il pagellone dello scudetto mancato

Domenica 22 Maggio 2022 di Alessio Agnelli

HANDANOVIC 7 Trentasette anni e non sentirli. Risponde alle critiche, e all’acquisto di Onana, con 15 clean sheet stagionali, confermandosi una garanzia dell’ordinaria amministrazione. Leader e vicino al rinnovo.

SKRINIAR 8 Nuovo Samuel, in modalità The Wall dall’inizio alla fine. Segna il 1° gol della stagione, ne realizza altri 2, uno da 3 punti alla Lazio. Muro di gomma, respingente contro tutto e tutti.

DE VRIJ 6,5 Qualche infortunio e indecisione di troppo (vedi Giroud, nel derby di ritorno, letale in ottica scudetto), ma anche il solito, prezioso contributo in termini di fisicità, eleganza e visione di gioco. Regista dal basso.

BASTONI 7,5 Quasi un terzino aggiunto, per piedi buoni e ottimi tempi d’inserimento. In un anno mette in bacheca uno scudetto con Conte, Supercoppa e Coppa Italia con Inzaghi e un Europeo col Mancio. Campione consacrato e vincente.

DUMFRIES 7 Ha l’arduo compito di non far rimpiangere Hakimi. Ci riesce, prendendosi l’out di destra da dicembre e sfrecciando quanto il marocchino, anche in termini di gol ed assist (5 e 4) alla causa. Olandese volante.

BARELLA 8 Un altro da 4 titoli in un anno. Si scopre assistman, confezionandone 12 in stagione, l’ultimo contro la Samp (più 3 reti), e confermandosi in crescita esponenziale e costante. Argento vivo e Capitan Futuro, Real permettendo.

BROZOVIC 8,5 In una parola Comandante, rigorosamente in maiuscolo. Quando non c’è si sente (2 pareggi e 1 ko in 3 gare di A). In campo sfodera garretti da maratoneta e giocate da regista illuminato. Leadership, garra e piedi buoni.

CALHANOGLU 8 Preferisce l’Inter al Milan per centrare il 1° scudetto in carriera e perde la scommessa. Ma il bilancio è da centrocampista top: 7 reti e 12 assist A, quantità e qualità a getto continuo.

PERISIC 8,5 Stagione-monstre, da protagonista assoluto e da podio di squadra, secondo solo a Lautaro. Chiude con 6 assist e 8 gol, l’ultimo alla Samp, e con un senso di onnipotenza ad ogni affondo e doppio passo tentato. Rinnoverà?

DZEKO 7,5 Usato sicuro e altamente performante. Nella prima parte di stagione è lui a tirare la carretta, mettendo a referto 13 gol e 6 passaggi vincenti. Determinante, anche al netto delle 36 primavere e di un finale in calando.

LAUTARO 9 L’anno del Toro, scatenato e prim’attore nell’Inter di Inzaghi. Senza Lukaku si prende la scena e i gradi del campionissimo, con 21 centri record (personal best) in serie A, 6 nelle ultime 6 giornate. MVP stagionale.

DARMIAN 6,5 Con Hakimi o Dumfries non cambia. I suoi spazi se li ritaglia sempre e con buon profitto, collezionando 25 gettoni, 2 reti e un passaggio vincente. Jolly bi-fascia e tuttofare.

DIMARCO 7 Prima da vice-Perisic, poi in alternativa a Bastoni, ma sempre sul pezzo. Dopo l’apprendistato di Verona, torna e mette insieme 31 presenze, 13 da titolare, impreziosiste da 2 gol e 3 assist. Fattore sui piazzati.

VIDAL 5,5 Guerriero in disarmo e al passo d’addio. Parte con l’artiglieria pesante, gol e assist alla prima, ma esce subito dalle rotazioni (solo 2 da titolare in 28 gettoni) e dall’Inter. I saluti a breve.

CORREA 6 La scommessa parzialmente persa di Inzaghi. Sulla carta il partner ideale del Toro, ma all’atto pratico troppo fragile fisicamente e poco incisivo in zona gol. Chiude con 3 doppiette, l’ultima alla Samp dopo 7 mesi di astinenza.

SANCHEZ 6 Da terza a quarta ruota del carro con Inzaghi. Cerca di sfruttare ogni chance (solo 7 su 27 dal 1° minuto), andando a bersaglio 5 volte (più 2 assist), 3 nelle ultime 5 gare disputate. Al passo d’addio.

INZAGHI 8 Alla prima stagione in nerazzurro, mette in bacheca una Supercoppa e una Coppa Italia, lottando fino all’ultimo anche per scudetto e tripletino. Quasi da record.

Ultimo aggiornamento: 21:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA