Genoa-Lecce 2-1, Nicola vola a più 4 da Liverani e adesso spera nella salvezza

Domenica 19 Luglio 2020

Soffre, stringe i denti ma alla fine esulta. Il Genoa stende il Lecce e fa un grosso balzo verso la salvezza. Quattro punti di vantaggio da difendere, con anche il favore dello scontro diretto. Partita dalle mille emozioni. Sanabria la sblocca subito, poi Mancosu è protagonista nel male (rigore sbagliato al 46’) e nel bene (pareggio al 60’). Decide un episodio favorevole al Grifone: Gabriel, a 8 minuti dal termine, è sfortunatissimo quando il pallone scagliato da Jagiello si stampa sul palo, carambola sulla sua schiena e poi finisce in gol.
 
LA PARTITA 
Il Genoa, per la madre di tutte le sfide, recupera tre pedine importanti: Romero e Criscito per la difesa, Sturaro per la mediana. Falque e Pandev sostengono Sanabria in fase offensiva. Nel Lecce, Petriccione vince il ballottaggio con Tachtsidis. L’ex Saponara gioca dietro Farias e Babacar.
La partita si accende subito. Contatto Zapata-Babacar al limite dell’area, la panchina ospite chiede fallo ed espulsione ma Doveri non ricorre neppure al Var. Il Genoa saggia subito la porta con Pandev ma Gabriel è bravo a bloccare a terra. Già all’8’, il portiere del Lecce, però, deve inchinarsi a una soluzione morbida, di rimbalzo di Sanabria, imbeccato proprio dal macedone.

Il Lecce palesa grosse lacune in fase difensiva, compensate da una maggior velocità nelle ripartenze. Liverani invita i suoi a cercare la soluzione anche da lontano ma i tentativi di Babacar e Barak sono davvero infelici. Il senegalese accusa un problema alla gamba, Liverani lo tira fuori dalla mischia e sostituisce con Lapadula. Al 38’, su suggerimento da destra di Saponara, Farias ha l’occasione per pareggiare: è indisturbato a centro area, ma l’approccio al pallone è totalmente difettoso. Gli ospiti premono alla ricerca del pari. L’azione costruita sull’asse Barak-Saponara consente a Lapadula di calciare solo davanti a Perin: tiro debole, Romero respinge. Dopo richiamo al Var, Doveri indica il dischetto e punisce il contatto tra il portiere del Genoa e l’attaccante del Lecce. Mancosu, clamorosamente, calcia alle stelle. Nicola tira un sospiro di sollievo. Nel primo tempo la sua squadra, dopo un convincente avvio, lascia troppo campo alle iniziative avversarie.

Il rigore sbagliato non demoralizza il Lecce. La spinta offensiva, nella parte iniziale del secondo tempo, è intensificata nella prima parte della ripresa. Anche le palle inattive sono un problema per il Genoa. Su azione d’angolo, la deviazione di Barak crea un enorme patema d’animo a tutta la retroguardia. Lapadula manca ancora d'un soffio l’appuntamento con il pallone.   Dopo avergli strizzato più volte l’occhio, la fortuna volta le spalle al Genoa al 60’. Nessuno interviene sul tiro-cross di Mancosu e il pallone si infila così alla sinistra di Perin. Nicola scrolla la squadra alla ricerca di una reazione. Schone, dalla distanza, non inquadra il bersaglio in due occasioni. Di ben più grande pericolosità è la soluzione al volo cercata da Barak, lasciato libero di colpire indisturbato a centro area, ma la palla supera di poco la traversa.

Il Genoa fatica tantissimo a trovare varchi a disposizione. Al 37’ st Saponara perde un pallone importantissimo, sugli sviluppi dell’azione il pallone arriva a Jagiello: il suo bolide si stampa sul palo, ma poi sbatte sul corpo di Gabriel a finisce in rete. Una mazzata per il morale del Lecce che accusa, nel finale, anche la stanchezza per i tanti chilometri percorsi. Solo una chance per l’inesauribile Barak, poi il Genoa è bravo a gestire gli ultimi minuti della sfida e a metter nel ghiaccio una vittoria di valore capitale.

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Ultimo aggiornamento: 23:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA