Djokovic, Vezzali: «Potrà giocare gli Internazionali di Roma, per il tennis non serve il Green pass rafforzato»

La sottosegretaria allo Sport: "Magari non potrà utilizzare hotel e ristoranti, ma potrà giocare"

Djokovic, Vezzali: «Potrà giocare gli Internazionali di Roma, per il tennis non serve il Green pass rafforzato»
Djokovic, Vezzali: «Potrà giocare gli Internazionali di Roma, per il tennis non serve il Green pass rafforzato»
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Giovedì 17 Febbraio 2022, 10:27

Il tennis «è uno sport all'aperto e non è previsto il Green pass rafforzato: quindi se Novak Djokovic vorrà venire a giocare in Italia, potrà farlo. Magari non utilizzando alberghi e ristoranti». Lo dice a «Libero» la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali

«Nel singolo all’aperto non è previsto il green pass rafforzato e dunque Djokovic, se vorrà venire a giocare in Italia, potrà farlo. Dobbiamo anche considerare che dal 31 marzo, a seconda del calo della curva epidemiologica, si dovrebbe avere la fine dello stato di emergenza e la situazione andrà valutata bene», prosegue Vezzali. Le date sono importanti, dunque, ma non rappresenteranno un vincolo per la partecipazione del tennista serbo – numero uno nel ranking ATP – ai prossimi Internazionali di Roma (2-15 maggio).

 

l numero 1 al mondo, che agli Internazionali ha vinto cinque titoli, ha dichiarato di essere disposto anche a mettere a rischio la sua carriera, saltando gli Slam, ma non ha intenzione di vaccinarsi: «Se questo è il prezzo da pagare per avere la libertà di scegliere cosa mettere nel mio corpo allora lo pagherò».

LE REAZIONI - «Penso che Djokovic sia un cattivo esempio in generale. Chi più di un tennista, che sappiamo è un sport che da sempre segue delle regole molto precise e riconosciute, dovrebbe comprendere che le posizioni che ha preso vanno contro il suo sport. Si sta mettendo contro il mondo medico, uno sportivo che gira per tornei in tutto il mondo deve essere vaccinato. Io non credo che darà fiato al popolo no-vax, ma con il suo comportamento rischia di offuscare quanto di buono ha fatto nella sua carriera. Fare il Robespierre dei no-vax gli costerà tanti fan. Non è chiesto ad un atleta di discernere se i vaccini funzionano o meno o se è giusto immunizzarsi». Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'Policlinico San Martino di Genova, commentando l'intervista del tennis serbo Novak Djokovic in cui il numero uno al mondo ha detto di essere pronto a sacrificare la partecipazione a competizioni come Wimbledon e Open di Francia per la mia posizione sul vaccino perché questo «è il prezzo che sono disposto a pagare».

«Se tutti avessimo ragionato come Djokovic, avremmo avuto i morti nelle strade. È solo grazie ai vaccini che possiamo guardare con fiducia al futuro e le scelte individuali devono sempre collimare con gli interessi generali». A dirlo l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato.

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