Covid-19 stoppa anche CR7, il calcio in ansia per l'escalation di casi

Mercoledì 14 Ottobre 2020 di Romolo Buffoni e Alberto Mauro

Il coronavirus non abbocca nemmeno alle finte più sofisticate ed è toccato anche a Cristiano Ronaldo beccarselo e finire in quarantena. Cr7 è positivo (e asintomatico) al Covid, il Portogallo perde la sua stella e la Juventus il suo leader che rischia di saltare la super sfida contro il Barcellona di Messi in Champions, in programma a Torino il 28 ottobre. Il bollettino quotidiano fa tremare la serie A, con contagi che si moltiplicano di giorno in giorno causa anche le partite delle nazionali. A ieri sera la “classifica” del Covid vedeva sempre in testa il Genoa con 14 casi e il presidente Preziosi costretto a valutare l’ipotesi di schierare la Primavera nel match di lunedì sera a Verona (due casi anche fra i veneti). L’Inter con il derby alle porte ha sei calciatori contagiati, mentre il Milan ha recuperato Ibrahimovic ma da ieri ha Bonera (vice Pioli) positivo. Sospiro di sollievo per il Napoli: tamponi negativi e fine dell’isolamento.
CR7 IN QUARANTENA
Da ieri, dunque, la “squadra” Covid annovera anche Ronaldo. Il comunicato della Federazione portoghese (dopo un tampone dall’esito incerto nella serata di lunedì) ha confermato la positività del giocatore, in isolamento e ovviamente out contra la Svezia in Nations League. Oltre a José Fonte e Anthony Lopes (risultati positivi da diversi giorni), i tamponi per tutti gli altri calciatori a disposizione di Santos hanno dato esito negativo, nonostante la cena di squadra immortalata in un tweet di CR7 («Uniti dentro e fuori dal campo»), chiaramente senza mascherine o distanze di sicurezza. Apprensione anche nel ritiro della Francia, ultima squadra incrociata, in particolare Mbappé (che a fine match ha chiacchierato con CR7) e Camavinga (che ha ricevuto la sua maglia). «Sei la mia ispirazione» il messaggio social con dedica della compagna Georgina che non lo vedrà per un po’. Cristiano infatti rimarrà in isolamento in Portogallo in attesa del prossimo tampone, e anche Pirlo dovrà iniziare a pensare ad una Juve senza di lui. Salterà sicuramente il Crotone, la prima di Champions contro la Dinamo Kiev, molto probabilmente anche il Verona ed è in dubbio per il Barcellona: il protocollo Uefa prevede che per scendere in campo un giocatore sia negativo almeno una settimana prima della partita, quindi entro il 21 ottobre. Un grande problema per la Juventus visto che anche Dybala è out a causa di problemi intestinali, non è nemmeno salito sull’aereo per la Bolivia con i compagni della Seleccion, e notizia di ieri anche Ramsey si è infortunato, e salterà la sfida del suo Galles contro la Bulgaria. Pirlo avrà poco tempo, assenze pesanti e diversi acciacchi da gestire verso il Crotone, e intanto la borsa accoglie la notizia della positività di Ronaldo con un calo del titolo Juventus di più del 3%. Montano anche le polemiche per la decisione di Cristiano (fu il primo, lunedì 5 ottobre), poi condivisa da molti suoi compagni di squadra, di lasciare la bolla juventina per rispondere alle convocazioni delle nazionali o far ritorno a casa. Tutti gli esuli bianconeri sono stati segnalati alla Procura, come atto dovuto, e rischiano una multa per violazione dell’articolo 650 del codice penale. Bianconeri che, intanto, accusano anche la positività di Zauli tecnico della Under 23.
RISPETTARE LE REGOLE
Il presidente della Figc Gravina ieri ha ringraziato il governo per il Dpcm: «Grande messaggio di fiducia per il mondo del calcio (...) salvaguardando soprattutto la base del movimento e continuando a consentire l’attività dilettantistica e giovanile», ma certo lo sport più amato non si può sentire al sicuro da un possibile lockdown. «Se le regole vengono rispettate in modo rigoroso - ammonisce il ministro dello Sport Spadafora - senza cercare escamotage come qualche società di calcio ha cercato, ce la possiamo cavare e vedere i campionati di tutte le discipline sportive andare avanti». «La situazione - continua il Ministro - mi preoccupa il giusto nel senso che noi abbiamo un protocollo che secondo me è valido, ma è valido se viene rispettato e nelle settimane scorse abbiamo visto che non tutte le società lo hanno fatto pienamente e lo hanno fatto rispettare ai loro calciatori. Se la Lega vuole, può adottare anche misure più severe a tutela dei suoi giocatori».

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