Pallamano, vincono le atlete norvegesi. La Federazione cambia rotta: «Niente più bikini sessisti»

Dopo le multe e le polemiche per aver indossato dei pantaloncini invece del bikini, la Federazione cambia le regole: niente più bikini sessisti nel beach handball

Pallamano, vincono le atlete norvegesi. La Federazione cambia rotta: «Niente più bikini sessisti»
Pallamano, vincono le atlete norvegesi. La Federazione cambia rotta: «Niente più bikini sessisti»
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Mercoledì 3 Novembre 2021, 00:04

La Federazione internazionale di pallamano cambia il regolamento sulle divise femminili del beach handball: niente più bikini. Nella pallamano giocata sulla spiaggia, dopo le polemiche scoppiate in estate e le multe alla nazionale norvegese che si è rifiutata di scendere in campo con il bikini, la Federazione fa dietro front.

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Le atlete scandinave, infatti, sono state punite perché durante gli europei avevano indossato dei pantaloncini stile ciclista, anzichè gli slip da bikini. Una protesta contro le regole sull'abbigliamento dello sport, giudicate inique e sessiste. 

Le nuove regole prevedono che le atlete debbano indossare «pantaloncini corti e aderenti e non più slip del bikini con una vestibilità aderente e tagliati con un angolo in alto verso la parte superiore della gamba». Inoltre i disegni inclusi nel nuovo regolamento non indicano più un top succinto, come quello richiesto finora, ma una canotta simile a quella della divisa degli uomini, che prevede canottiera e pantaloncini, fin sotto il ginocchio. Purché non siano troppo larghi. 

Vittoria, dunque, per le atlete norvegesi. Con la loro protesta avevano provocato varie iniziative in loro favore in tutto il mondo dai movimenti femministi. Sul tema, ad esempio, si era espressa anche la cantante statunitense Pink, che si era offerta di pagare la multa inflitta dalla Federazione alla nazionale femminile norvegese. Il ministro per la Cultura e lo Sport norvegese, Abid Raja, aveva definito le regole sulle divise femminili «del tutto ridicole», mentre da più parti erano state chieste le dimissioni dei presidenti della Federazione europea e di quella internazionale.

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