Yann Tiersen, a Martina Franca l'unica tappa nel Sud Italia

Yann Tiersen, a Martina Franca l'unica tappa nel Sud Italia
di Eraldo MARTUCCI
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Martedì 12 Luglio 2022, 05:00

Ritorna a Martina Franca, la città in cui è nato, la nuova tappa di Piano Lab, la manifestazione itinerante interamente dedicata agli ottantotto tasti tenendo insieme splendore della musica e la bellezza dei luoghi, anche attraverso il coinvolgimento del Fai. Oggi alle 21, nell’atrio dell’Ateneo Bruni, ci sarà infatti l’attesissimo “special event” con Yann Tiersen, che si esibirà per Piano Lab in esclusiva per il Sud Italia durante il tour mondiale col quale il musicista bretone toccherà Messico, Stati Uniti, Canada ed Europa. 
Cinque le date italiane, la terza a Martina Franca dopo i concerti di Milano agli Arcimboldi e Roma all’auditorium Parco della Musica, tutti aperti dalla moglie dell’artista, Émilie, in scena col nome di Quinquis (biglietti in vendita sul circuito vivaticket). Il polistrumentista bretone, tra i grandi esponenti delle musiche di confine e dell’elettronica, esploso sulla scena internazionale con la colonna sonora del film “Il favoloso mondo di Amélie”, presenterà il suo nuovo album “11 5 18 2 5 18”, uscito per la Mute un mese fa e nel quale sperimenta con l’elettronica e i sintetizzatori diversi brani di precedenti lavori.

Minimal, folk ed elettronica

Yann Tiersen è unanimemente ritenuto uno dei maggiori esponenti della musica minimalista moderna. Prima in America e poi nel mondo intero, il minimalismo arriva nell’anno “storico”, quel Sessantotto dove l’Avanguardia cederà il posto alla Postmodernità e la musica perderà il suo rigore esibendo invece una notevole varietà di linguaggi e approcci stilistici. La tecnica minimalista si basa sulla ripetizione continua e sulla sovrapposizione e progressiva sfasatura ritmica di cellule melodiche semplici, con il conseguente rifiuto dello sviluppo tematico e sulla base, invece, della cosiddetta “variazione statica” (di matrice orientale), intesa come differenziazione quasi impercettibile di elementi attorno ad un nucleo inalterabile. Una musica asciutta, priva tendenzialmente di accensioni romantiche, che riesce a coinvolgere l’ascoltatore per i suoi rimandi a mondi sonori arcaici. E se il minimalismo nella sua prima fase ha trovato in Philip Glass l’esponente universalmente più noto, il movimento più moderno ha evidenziato, nel suo includere elementi di ascendenza pop-rock-jazz, interpreti altrettanto autorevoli ognuno con la propria specificità. Come è appunto il caso di Tiersen, che utilizzando il pianoforte, il violino e la fisarmonica ha legato spesso le proprie composizioni al tema dell’ambiente non disgiunto dal folklore, dal sinfonismo e da un malinconico senso di spensieratezza. Questa sua nuova uscita è nata da una sperimentazione realizzata poco prima di un’esibizione al Superbooth di Berlino, festival dedicato ai sintetizzatori (modulari e non). «“11 5 18 2 5 18” porta l’ascoltatore in nuovi spazi sonori che, come possono attestare le recenti esibizioni dal vivo, sono anche le piste da ballo – si legge nelle note - per lanciare il nuovo album, Tiersen ha condiviso due tracce, anche queste numeriche, “16 15 21 12 12” e “2 15 10 5 18”, nelle quali campionamenti di pianoforte vengono manipolati in una chiave un’elettronica pulsante e ipnotica». Piano Lab, con la direzione artistica di Luca Ciammarughi, è organizzato da Ghironda con la collaborazione di Marangi Strumenti Musicali, della Steinway & Sons e dei Conservatori di Monopoli, Lecce e Taranto. 

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