Tg2 Dossier racconta "Sordi, l'italiano": Su Rai2 l'omaggio a cento anni dalla nascita di Alberto Sordi

Venerdì 5 Giugno 2020 di Ida Di Grazia
Tg2 Dossier racconta
​Tg2 Dossier racconta "Sordi, l'italiano": Su Rai2 l'omaggio a cento anni dalla nascita di Alberto Sordi. Sabato 6 giugno alle 23.30 ​la rubrica del Tg2 celebra l'interprete geniale e tra i più amati che ha rappresentato tutti i volti  dell’Italia, che ha rivoluzionato il modo di far ridere, attraverso il ricordo di Carlo Verdone, Christian De Sica e Vincenzo Mollica. 

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Sabato 6 giugno alle 23.30 a Tg2 Dossier “Sordi, l’italiano”: «Rappresentando gli italiani, ho rappresentato anche i difetti, gli aspetti negativi e forse si ricordano di più quest’ultimi, ma io ho amato tutti i miei personaggi. Ho amato gli italiani e ho amato l’Italia. Sempre». Così Sordi si raccontava in un’intervista al Tg2 per i suoi 80 anni. 
Si andrà alla splendida villa di Alberto Sordi che, per volontà della sorella Aurelia, è diventata un museo. Sarà per la prima volta aperta al pubblico in occasione della mostra dedicata proprio al centenario della nascita di Sordi. Mostra rinviata a metà settembre a causa dell’ emergenza Coronavirus. Era prevista a marzo inizialmente ed ha già avuto oltre 15 mila prenotazioni. Villa acquistata nella zona delle Terme di Caracalla a Roma nel 1954. All’interno Sordi fece costruire un teatrino dove organizzava feste, spettacoli e proiezioni con gli amici  tra i quali Vittorio De Sica, Anna Magnani, Monica Vitti. Questo fino al 1972, anno della morte della sorella Savina. Dopo la villa diventa una sorta di rifugio, al quale avranno accesso soltanto pochissime persone. Nel Dossier le testimonianze e i ricordi di chi lo ha conosciuto bene.  Per Carlo Verdone Sordi «non era imitabile, era una maschera unica irripetibile e senza eredi. Lo guardavi e rimanevi incantato dalla sua arte, che era molto all’avanguardia per l’epoca, soprattutto per i primi film, quelli in bianco e nero».
Per Christian De Sica «Sordi era simpaticissimo anche in privato. E’ stato un genio che ha rivoluzionato la comicità’ nel nostro paese perché non si vestiva da comico. Non gli servivano parrucche e nasi finti, gli bastavano la sua faccia il suo sguardo per fare ridere».
«Alberto Sordi – ricorda Vincenzo Mollica -  sapeva farci pensare sorridendo. Nei suoi personaggi i nostri difetti non diventavano qualita’ restavano difetti, con i quali sapevamo di dovere fare i conti. Nella sua faccia si identificava lo spirito di una nazione intera. Non è mai stato solo romano è sempre stato Italiano. Ma la sua era in realtà una faccia universale, per questo lo ammirano anche i grandi del cinema americano come Scorsese , De Niro , Coppola». © RIPRODUZIONE RISERVATA