Omicidio Meredith, Amanda Knox alle Iene: «Dipinta come razzista e ossessionata dal sesso, ma tutte le prove portano a Rudy Guede»

«Mi rivedo in Chico Forti» l'imprenditore trentino detenuto da 20 anni in Florida e in attesa di essere estradato

Giovedì 4 Novembre 2021
Amanda Knox

Cosa è successo la notte dell'omicidio di Meredith Kercher? «Tutte le prove portano a Rudy Guede. So che ha ucciso Meredith». Parola di Amanda Knox che in un'intervista alle Iene (in onda venerdì sera su Italia1) torna a parlare dell'omicidio di Perugia avvenuto 14 anni fa. «Penso ci siano tutte le prove e tutti gli elementi per capire cosa sia successo quella notte e tutte portano a Rudy Guede. Non ci sono prove che ci collegano a quell'omicidio. E' il motivo per cui tutt'ora c'è la sensazione che tutta questa storia non sia chiusa del tutto» dice Amanda Knox accusata con Raffaele Sollecito del delitto della studentessa inglese e poi definitivamente assolti.

 

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Dopo avere scontato 13 dei 16 anni di reclusione ai quali è stato condannato, a Guede è stato invece concesso l'affidamento ai servizi sociali. «In quattro anni di carcere - ha detto Knox in un'anticipazione diffusa dalle Iene  - ho visto i media italiani dipingermi come la più brutta persona, non mi conoscevano, non mi parlavano. Hanno inventato la persona più brutale del mondo. L'immagine di me era di una bugiarda, razzista, ossessionata dal sesso, che voleva male alla gente. Tutto quello che di più brutto si può dire di una donna l'hanno riferito a me. Io e Raffaele siamo stati dipinti nel modo in cui l'accusa ha voluto dipingerci, così da convincere le persone della nostra colpevolezza. E' difficile andare nella vita quando sei collegata a una vicenda così tragica e orrenda come l'omicidio, quando non c'entri niente. Resta addosso, come è rimasto addosso a Raffaele».

 

«Dopo il male che mi è stato fatto, dopo gli errori che in questo caso sono stati fatti, l'ingiustizia rimane. L'assoluzione passa in secondo piano, non se ne parla più tanto e mi trattano come una persona che l'ha fatta franca» ha detto quindi Sollecito, anche lui intervistato dalle Iene. Knox è quindi tornata su Guede. «So che ha ucciso Meredith - ha detto - e so che lui non ammette di averlo fatto e che punta il dito contro di me e Raffaele». «Lui era un uomo armato contro una donna senza arma - ha concluso -, non deve essere per forza più complicato di così».

 

Amanda Knox si rivede in Chico Forti, l'imprenditore trentino detenuto da 20 anni in Florida e in attesa di essere estradato per scontare in Italia l'ergastolo per un omicidio per cui si è sempre proclamato innocente. Lo ha detto nell'intervista alle Iene. «C'è un pregiudizio su di me come qui, negli Stati uniti, c'è per Chico. Mi vedo in lui, riconosco quella sofferenza e quella speranza di essere riconosciuto per quello che è» ha detto Knox, condannata e poi definitivamente assolta per l'omicidio di Meredith Kercher compiuto a Perugia la sera del primo novembre del 2007. Delitto per il quale è stata detenuta per quasi quattro anni come Raffaele Sollecito, anche lui poi assolto dalla Cassazione.

 

«L'Italia è importante per me» ha detto Knox alle Iene, secondo quanto anticipato dalla trasmissione. «Io non porto rancore nei confronti dell'Italia - ha aggiunto - e so che gli italiani che continuano a odiarmi, odiano un'idea di me che non esiste. E non è colpa loro. Sono stati messi davanti a una storia falsata, sono stati ingannati, quindi non è colpa loro. In ogni caso sono felice di poter offrire il mio punto di vista per aiutare un italiano. Tutti i sistemi giudiziari oscillano e fanno degli errori. Non si può dare per scontata la giustizia, non è qualcosa che ti viene semplicemente data, anche se te la meriti, ma qualcosa per cui devi lottare e Chico lo farà per il resto della sua vita».

 

Sempre sul caso Forti, la giovane di Seattle ha detto di essere stata «molto commossa dall'onda di solidarietà degli italiani nei suoi confronti». «Mi ha ricordato - ha aggiunto - quella che gli americani hanno rivolto su di me. La giustizia americana ha fatto malissimo a lui. Nelle due vicende molte cose sono simili. Il suo interrogatorio non è stato registrato, poi hanno costruito un caso contro di lui che era privo di evidenze. Questo caso è imbarazzante, non ci sono prove contro di lui. La polizia ha deciso sin da subito il colpevole e nel momento in cui per loro l'evidenza era un ostacolo hanno inventato altre prove». 

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