Nancy Brilli si racconta a Verissimo: «Mio figlio? E' il mio amore»

Il passato di Nancy: la madre scomparsa prematuramente e il padre lontano

Domenica 13 Marzo 2022
L'attrice Nancy Brilli ha parlato a Verissimo del suo passato, della sua carriera e del rapporto col figlio Francesco

Ospite a Verissimo, l'attrice Nancy Brilli, impegnata a teatro con lo spettacolo Manola, avrà uno spettatore d'eccezione: suo figlio Francesco, che vive a Londra. «Ci siamo rivisti a Milano, è il mio amore» dice l'attrice. E alla domanda di Toffanin sul tipo di rapporto che hanno, Nancy ha risposto: «Ci vogliamo molto bene, da me ha preso la testardaggine: io sono capoccia dura, lo ammetto, a volte anche troppo».

 

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Parlando poi del suo passato, alla domanda della conduttrice: «Cosa ricordi della tua vita prima dei 10 anni?» l'attrice ha risposto: «Niente, non ricordo nulla. Ho un vuoto». Da piccola, Nancy Brilli ha affrontato la malattia della madre, scomparsa poi quando lei era molto giovane. «Non me la ricordo sofferente. La vedo nelle foto e so che è la mia mamma ma non provo niente, perchè non ce l'ho. Non l'ho neanche mai sognata». «Ho pensato fosse colpa mia, come molti bambini fanno, ma poi ho capito che non è così» ha aggiunto. 

 

Anche con il padre ha avuto un rapporto complicato: «Non c'era, e questo ha fatto sì che per tutta la vita cercassi un uomo che poi non c'è. Sono meccanismi psicologici banali. E' stato così». Fortunatamete, ora il rapporto col padre è migliorato, anche grazie ai figli: «E' un nonno carino, l'ho voluto riaccogliere. Non abbiamo più parlato della sua sparizione, non è molto capace di chiedere scusa, quindi va bene. Andiamo avanti». Nancy è cresciuta con nonna Isa: «Non le ero simpatica, non amava le donne». E ancora: «Infatti di là poi sono nate le mie insicurezze: mi sentivo sbagliata, storta, inutile». Tutta "la prigione" in cui ha vissuto l'ha portata ad essere autolesionista per molto tempo: «Non potendo decidere da che parte andare e controllare le mie emozioni, la proiettavo su qualcosa che potevo gestire: il dolore». E continua: «Una persona che si fa del male non sente dolore. Bisogna farsi seguire da un professionista in questi casi. A me ha aiutato una psicologa». 

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