Vanessa Incontrada e il body shaming. D'Agostino: «Non drammatizziamo». Caterina Collovati: «Foto brutta»

Vanessa Incontrada e il body shaming. D'Agostino: «Non drammatizziamo». Caterina Collovati: «Foto brutta»
Vanessa Incontrada e il body shaming. D'Agostino: «Non drammatizziamo». Caterina Collovati: «Foto brutta»
di Valeria Arnaldi, Elena Gadeschi
4 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 17 Giugno, 18:04

Vanessa Incontrada immortalata in bikini a Follonica, ma lo scatto suscita le polemiche. La conduttrice televisiva è stata fotografata in un momento di relax in vacanza ed è finita sulla prima pagina del settimanale Nuovo. Lo scatto rubato però, secondo alcuni, sarebbe al limite del body shaming. Le immagini non renderebbero giustizia a Vanessa spesso criticata per la sua fisicità.

Vanessa Incontrada in bikini, la foto in copertina scatena la polemica: «Ai limiti del body shaming»

D'Agostino: «Sbagliato drammatizzare, dobbiamo ritrovare il sorriso»

Uno scatto «ai limiti del body shaming», così alcuni hanno definito la foto di Vanessa Incontrada pubblicata sulla rivista Nuovo. Roberto D’Agostino cosa ne pensa?
«La celebrità porta gloria e a volte anche qualche problema. Non si può avere la moglie drogata e la siringa piena. Essere personaggi di rilievo mediatico fa sì che ogni tanto ci si riveda pure in foto nelle quali si sbadiglia, ci si gratta la testa e via dicendo. Rientra nelle regole del gioco. Poi, certo, qualcuno esagera su certe smagliature della vita e anche dei fianchi».
Talune foto, però, sembrano fatte appositamente per dare una brutta immagine del soggetto ritratto.
«Non credo. Non si cercano foto brutte».
Il body shaming, dunque, non è nelle immagini ma soltanto nei commenti?

«Una volta la gente faceva battute pesanti al bar nella piazza del paese e rimanevano lì, oggi la piazza è digitale. Ci sono tanti che non hanno nulla da fare o hanno bisogno di distruggere ciò che amano. Sono cose che vanno viste come goliardia, malcostume, idiozia o quant’altro, ma senza farne una tragedia. Bisogna smetterla di drammatizzare tutto. Si devono affrontare questi episodi con il sorriso. Una foto brutta su un giornale? I giornali vivono quel giorno e muoiono la sera. Non conta un rotolo in più alla vita. I problemi dell’esistenza sono altri».

Collovati: «Non mi piace il termine body shaming, ma quella foto è brutta»

Una foto ingenerosa dell’attrice spagnola, paparazzata in bikini in una situazione che non rende giustizia alle sue forme, al punto che in molti hanno stentato a riconoscerla. Caterina Collovati, il tema del body shaming non finisce mai?
«Mi ha colpito, non è una bella foto. Si poteva evitare. Ma “body shaming non” è un termine che non mi piace utilizzare. Di certo se non vuoi fare del male a una persona quella foto non la metti. Usciamo dall’ipocrisia di piacersi a tutti i costi, quello scatto non piacerebbe a nessuno».
Si dice di voler normalizzare il corpo femminile in tutte le sue forme e poi ci si scandalizza quando accade, perché?
«Il rispetto deve esserci sempre, a maggior ragione per le donne, spesso bersaglio sui social. Ma non bisogna nemmeno esagerare nel dire che chi è sovrappeso si piace a prescindere perché sono convinta che non sia vero».
In che senso?
«Dimagrire poi è anche una questione di salute e ammetterlo è una forma di attenzione verso le nuove generazioni: facciamo di tutto per migliorare l’alimentazione nelle scuole e poi colpevolizziamo chi vuole tenersi in forma?».

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