Gianluca "Scintilla", il comico di Colorado, ospite a 'Guess My Age': «Io e Max Giusti? Stesso 'quartieraccio'» L'INTERVISTA

Per prepararsi al programma, Gianluca racconta: «Infastidisco gli autisti con domande, così da capire l'età»

Il celebre comico di Colorado, Gianluca Fubelli, in arte Scintilla, sarà ospite del programma di Max Giusti 'Guess My Age'
Il celebre comico di Colorado, Gianluca Fubelli, in arte Scintilla, sarà ospite del programma di Max Giusti 'Guess My Age'
di Maria Bruno
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Mercoledì 9 Febbraio 2022, 22:02 - Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 09:01

Ironia e spontaneità sono il suo biglietto da visita: per Gianluca Fubelli, in arte Scintilla, vince sempre il sorriso. Tra i volti più popolari di “Colorado”, il comico e conduttore televisivo ha lavorato con diversi personaggi, come Ezio Greggio, Paolo Ruffini, Frank Matano, Belen Rodríguez, fino all’ultima esperienza a ‘Back to school’ su Italia 1. Giovedì 10 febbraio, Scintilla sarà ospite di ‘Guess My Age’, il programma di Max Giusti in onda su TV8, in cui i vip aiutano i concorrenti ad indovinare l’età di sconosciuti.

Come si sta preparando a Guess My Age?

«Mi alleno sui taxi. Per ingannare il tempo, infastidisco gli autisti con domande, così da capire l'età. Nel programma avrò comunque l’ansia e la responsabilità di far vincere soldi al concorrente. Sembra facile ma non lo è: proverò a dare consigli, ma lasciando il beneficio del dubbio».

Userà serietà o comicità?

«Comicità sicuramente. Cercherò di fare battute, ma contenute, perché ci sono comunque soldi di mezzo, notaio e tutto quanto. Scherzerò, ma senza prendere sotto gamba la situazione».

Ha chiesto consigli al conduttore?

«Io e Max siamo amici, veniamo dalla stessa zona di Roma, dallo stesso “quartieraccio”, per cui è stato un piacere accettare. Non abbiamo mai lavorato insieme, sono sempre stato suo ospite, in radio o nelle sue trasmissioni. Mi dice cosa devo fare, ma nel modo giusto: è il capo insomma (dice ridendo)».

D'altronde, dopo ‘Back to school’ sarà preparatissimo no?

«Eh.. insomma (ride). È stata una bella esperienza, mi sono divertito tantissimo. Finché non venivo interrogato, facevo il brillantone. Quando ero chiamato davanti a professori e colleghi cambiavo registro. Poi c’era Nicola Savino che mi guardava per dirmi 'questa non puoi non saperla!' e mi sentivo sempre peggio. Mia madre mi ha detto 'ma veramente non sapevi rispondere?'. Ma nonostante tutto, lo rifarei».

Progetti in cantiere?

«Ho appena finito di registrare un programma comico che andrà in onda su Nove. È un format dove io e altri quattro comici insegniamo l’arte della comicità a 4 Vip. Un percorso di 15 giorni al termine del quale gli “illustri allievi” devono saper recitare un monologo di 5-10 minuti e far ridere. Sono molto curioso di vederlo in televisione, perché ognuno di noi comici aveva un percorso distaccato col proprio Vip e quindi non conosciamo le tecniche usate dai colleghi».

Quanto è difficile far ridere in un periodo di pandemia?

«In realtà è più facile, perché c’è tanta voglia di distrarsi. Infatti, dall’inizio della pandemia, ci sono un sacco di trasmissioni ironiche che sono state messe in onda. La tv ti dà la visibilità per fare spettacolo, ma la vera comicità è quella dal vivo, una realtà che purtroppo ora non c’è. Anche se non c’è il lockdown ufficiale, sembra che ci sia».

Cosa manca di più del periodo pre pandemico?

«Vedere la gente in faccia. Negli ultimi mesi, quando sono stato a lavoro per registrare, vedevo gli autori e tutta la produzione, ma fuori dagli studi non saprei riconoscerli (dice ridendo). Però, c'è da dire che ora ci guardiamo tutti negli occhi, che sono più espressivi».

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