Donatella Rettore choc a 'Belve': «Voglio poter dire fr*cio e negr*!». E litiga con Francesca Fagnani

Donatella Rettore ospite del programma condotto da Francesca Fagnani su RaiDue

Donatella Rettore choc a Belve : «Rivendico la possibilità di dire fr*cio e negr*!». E' lite con la conduttrice
Donatella Rettore choc a “Belve” : «Rivendico la possibilità di dire fr*cio e negr*!». E' lite con la conduttrice
di Danilo Barbagallo
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Venerdì 8 Aprile 2022, 19:33 - Ultimo aggiornamento: 20:01

Donatella Rettore a “Belve”. La cantate è stata ospite del programma condotto da Francesca Fagnani su RaiDue e, durante l’intervista,  ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno provocato uno scontro con la conduttrice e che stanno già facendo discutere.

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Donatella Rettore ospite a "Belve" (Foto: da video Twitter)

Donatella Rettore choc a “Belve”

Donatela Rettore ospite di Francesca Fagnani a Belve, stasera alle 22:20 su RaiDue. La cantante, rispondendo alle domande dell’intervista, ha rilasciato delle dichiarazioni che, oltre a provocare un duro botta e risposta con la conduttrice, hanno già fatto nascere diverse proteste. Tutto ha avuto inizio con la Fagnani che ha ricordato alla Rettore quando disse «Io piaccio ai gay non piaccio alle checche, mentre Raffaella Carrà e Patty Pravo sono icone delle checche vintage», chiedendole poi se questa frase oggi le provocasse imbarazzo. Donatella ha rispsoto senza esitare: «Non sono assolutamente imbarazzata, per me esistono i gay e le checche, esistono i gay che sanno di avere le palle, e ci sono gli isterici che parlano e si strappano i capelli, fanno i pettegolezzi e quelli non li voglio nemmeno sulla soglia di casa».

Secondo la cantante ultimamente di assiste a una limitazione alla libertà di parola: «C’è una limitazione alla libertà, si mettono dei filtri a cose che sono state ampiamente superate. Ad esempio, il fatto che non si possa dire frocio e troia… Adesso Vasco Rossi non potrebbe più dire “è andata con il nero la troia“...».

La Fagnani non la pensa allo stesso modo e ha sottolineato che l’usare espressioni volgari (nero,  troia) non è affatto sinonimo di libertà: «Rivendico la possibilità di usare fricio e negro - ha chiosato la Rettore -  Non mi sembrano insulti se uno è colorato… Dipende dal modo in cui uno lo dice: se tu dici brutto negro è una cosa, se tu dici negretto è un’altra».

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