Alberto Matano, la voce rotta dall'emozione a La Vita in Diretta: così racconta la storia di Eleonora e della sua mamma

Mercoledì 23 Dicembre 2020
Alberto Matano, la voce rotta dall'emozione a La Vita in Diretta: così racconta la storia di Eleonora e della sua mamma

Alberto Matano si commuove a La Vita in Diretta in collegamento con Eleonora Proietti, la ragazza di Reggello (Firenze) che ha perso la mamma a causa del coronavirus e ha pubblicato su Facebook gli ultimi messaggi scambiati con lei per lanciare un appello ai negazionisti. Un'altra storia di questa pandemia che ha commosso l'Italia e che il conduttore e giornalista ha voluto raccontare in trasmissione. La mamma di Eleonora, Lucia Cosimi, si è spenta a 55 anni e non aveva alcuna patologia pregressa.

 

 

«Tu per me rappresenti una speranza perché nonostante tutto quello che è accaduto hai trovato la forza di mandare un messaggio importante», ha dichiarato Matano presentandola. «Mia mamma era una persona in carne e ossa come noi», ha detto provata Eleonora. A questo punto Matano si è commosso e ha parlato con la voce rotta dall'emozione. A fatica ha proseguito: «I messaggi, perché li hai pubblicati?».

 

 

Nella chat si leggono le domande e le risposte sulla salute, ma anche dichiarazioni di affetto. L'intento di Eleonora, però, era quello di rivolgersi a chi ancora nega il virus e non rispetta le norme. «La ragione di questo post - aveva scritto sui social - non è la nostra mamma. La nostra mamma che non doveva morire, la nostra mamma che poco più di un mese fa stava bene, la nostra mamma che era la persona più dolce del mondo, la nostra mamma che è morta a poco tempo dal vaccino, la nostra mamma che in quei tre giorni che non era sedata aveva diffuso così tanto amore che per tutti era "La Maestrina", la nostra mamma che piangono anche i medici, la nostra mamma sulla cui bara, gli stessi, hanno messo delle luci. La nostra mamma che non può lasciare alcun vuoto, tanto ci ha riempiti. La nostra mamma che non ha mai dato solo a noi tre. Il motivo è un altro: è l'uomo agitato in fila alla motorizzazione. Si mette la mascherina sotto il naso, sbuffa, se la sposta sul mento, sbuffa ancora, si muove nella stanza, allarga le braccia, soffia. Mi giro verso di lui, lo fisso. Non sono riuscita a dire niente, tanta era la rabbia. Dei negazionisti poi non me ne è mai fregato niente, tempo ed energie persi. Però leggere e sentire tanti contro il vaccino, non lo accetto. Non lo accetto e vi chiedo aiuto. Per favore, manteniamo alta l'attenzione, anche se siamo stufi delle distanze, delle limitazioni. Ci si ammala anche seguendo le regole».

 

 

Ultimo aggiornamento: 22:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA