Teatri chiusi, l'appello disperato al ministro in un video virale sul web: «Non abbiamo preso soldi e ci chiudi, perché ci odi così tanto?»

Mercoledì 28 Ottobre 2020 di Silvia Natella
Teatri chiusi, l'appello disperato al ministro in un video virale sul web: «Non abbiamo preso soldi e ci chiudi, perché ci odi così tanto?»

La disperazione aumenta tra i gestori dei piccoli teatri, quelli che hanno notoriamente pochi mezzi e che sono stati costretti a chiudere dopo il Dpcm, nonostante i sacrifici e gli investimenti fatti per mettere in sicurezza i luoghi destinati al pubblico. È diventato virale sul web, tra gli addetti ai lavori, il video dei gestori dell'Altrove Teatro Studio, una realtà culturale nel cuore di Roma che, per inaugurare la stagione, aveva scelto uno spettacolo ideato proprio per rispettare tutti i protocolli e le norme anti-covid. La prima di "Intercity" è andata in scena alla vigilia del decreto, poi è calato il sipario. 

 

Leggi anche > Decreto ristori, il premier Conte: «Contributi a fondo perduto sul conto corrente da metà novembre. Rispettiamo misure o rischio lockdown»

 

Nella mente degli ideatori, lo spettacolo doveva essere la risposta a chi ancora nutriva dubbi sulla sicurezza negli spazi culturali e sulla necessità dello spettacolo dal vivo. I direttori Ottavia Bianchi e Giorgio Latini lo hanno messo in scena prevedendo la presenza di dieci attori, tre maschere, un ufficio stampa e 107 spettatori con nove ingressi contingentati di 15 persone ogni mezz’ora. Di luogo in luogo, di stazione in stazione, il treno dell’Altrove invitava a compiere un viaggio metaforico alla stregua di un Intercity appunto. Il progetto aveva ottenuto il contributo dela Regione Lazio per il suo valore.

 

 

Nel video diffuso sui canali social, Ottavia Bianchi si rivolge al ministro Franceschini per mostrare cosa è l’Altrove - uno spazio in disuso restituito alle compagnie, agli addetti ai lavori, oltre che al pubblico con i suoi 99 posti - e per dimostrare come le attività culturali possano essere svolte in assoluta sicurezza, specie in un luogo che con mille sacrifici e nessun aiuto si propone di poter dare asilo alle idee dei giovani attori e alla voglia di nutrimento mentale e spirituale. «Non abbiamo preso soldi e ci chiudi, perché ci odi così tanto? Vieni a vedere cosa facciamo», dice Ottavia Bianchi lanciando un appello disperato al ministro dalle sale del teatro. 

Ultimo aggiornamento: 14:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA