Paola Minaccioni e la campagna di Leggo #Iorestoconilnonno: «Occupatevi di un anziano, basta un saluto»

Lunedì 16 Marzo 2020 di Michela Greco
Minaccioni: «Anche io vi dico, occupatevi di un anziano, basta un saluto»

ROMA - Sulle sue pagine social scorrono i video delle sue sedute di allenamento - esercizi trasferiti dalla palestra al salotto di casa -, consigli per letture e visioni di film e serie tv, ma anche l’invito a seguire virtualmente il festival Cortinametraggio. Una manifestazione che non ha mollato e, per la sua quindicesima edizione, si trasferisce online (dal 23 al 29 marzo) con i corti in concorso. Tra questi c’è Offro io, prima esperienza da regista di Paola Minaccioni. L’attrice, come tutti, sta rimodulando la sua quotidianità ai tempi del Coronavirus, dopo che la tournée sold out dello spettacolo teatrale Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, di cui è protagonista, è stata bruscamente interrotta. Dopo set bloccati, provini rinviati e una trasferta di lavoro a New York da riprogrammare.

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Tra le campagne di questo periodo difficile, c’è quella di Leggo #Iorestoconilnonno...
«Anch’io ho avuto un momento della mia vita in cui ho dovuto occuparmi dell’accudimento di un parente anziano, ma succedeva in un periodo di tranquillità generale. Posso solo immaginare quanto sia difficile e doloroso farlo ora con questa situazione».

Cosa si può fare?
«Una cosa semplice: citofonare ai vicini anziani del proprio palazzo e chiedere se hanno bisogno di aiuto. Saranno più aperti e disponibili perché ci conoscono già. È bello aiutare gli amici in difficoltà, rendersi utili, ovviamente con tutte le precauzioni del caso».

Che atmosfera respiri in questi giorni così strani?
«I gesti di condivisione stanno diventando una necessità e creano un bel senso di appartenenza. Questa emergenza ha una doppia faccia, molto contraddittoria: ti allontana fisicamente e allo stesso tempo ti avvicina alle persone in modo profondo».

Il cinema e lo spettacolo sono stati tra i primi a essere bloccati dalla diffusione del contagio.
«Nel nostro settore stiamo vivendo un momento difficilissimo. Sono molto preoccupata, non riesco a immaginare la portata del disastro cui dovremo far fronte quando ne saremo usciti, ma saremo felici e qualcosa faremo. Il punto è che non eravamo pronti a immaginare una crisi così totale, sarà come rialzarsi dopo una guerra».

Gli attori in che situazione sono?
«Sono visti spesso come dei privilegiati, e a volte lo sono, ma per la maggior parte sono liberi professionisti, meno tutelati dei dipendenti, e purtroppo non hanno la tendenza a unirsi in lotte comuni. Un’altra categoria a grande rischio è quella delle maestranze: loro lavorano a contratto, se sono fermi non guadagnano nulla e questo può tradursi in un disastro per molte famiglie».

Quale sarà la prima cosa che farai quando finirà l’emergenza?
«Andrò al mare e abbraccerò tutti. Anzi di più: bacerò tutti quello che incontro per strada».
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Ultimo aggiornamento: 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA