Gasparri contro Achille Lauro: «È scorretto» Poi attacca la Rai: «Non sanno cosa mandano in onda»

Domenica 7 Marzo 2021 di Marco Esposito
Gasparri contro Achille Lauro: «È scorretto» Poi attacca la Rai: «Non sanno cosa mandano in onda»

E' stato - in maniera del tutto involontaria - uno dei protagonisti della serata finale di Sanremo. Anche lui, in qualche modo, era sul palco dell'Ariston, ma a portarcelo - figurativamente - è stato Achille Lauro durante la sua performance. Infatti, tra le voci "nemiche" che si sono sentite verso la fine dell'esibizione dell'ospite fisso del Festival c'era anche la sua, quella del senatore Maurizo Gasparri. 

 

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Senatore Gasparri lei è stato tra i protagonisti di Sanremo sabato sera. Stava vedendo il Festival?

«Lo guardavo in maniera distratta. Poi mi sono iniziati ad arrivare una serie di whatsapp di alcuni amici che mi segnalavano la performance di Achille Lauro dove c'era una mia frase. Per fortuna ho un televisore moderno, sono tornato indietro e ho avuto modo di riconoscere la mia voce e quella di altri, come Salvini».

 

E cosa ha pensato?

«Che la mia frase è stata  (Achille Lauro Fai schifo, puoi piacere solo ai deficienti") decontestualizzata. La mia invettiva non nasce dal nulla o perché ce l'ho con Achille Lauro. È come se lei facesse vedere un video in cui le do uno schiaffo senza far vedere che lei prima mi ha dato un pugno. La frase è fuori contesto. Andava contestualizzata. Io ho detto quelle cose perché lui insultava in un video i Carabinieri». 

 

Non pensa di aver esagerato con le sue parole?

«Io penso abbia esagerato Lauro parlando dei carabinieri e della droga. Quindi confermo tutto. Se avessi visto per la prima volta quel video oggi direi le stesse cose. Depodiché usare frasi fuori contesto è una cosa poco corretta. Ma non è che a me interessa che lo faccia Lauro, perché da uno così cosa vuole che mi aspetti?

 

"Da uno così" cosa intende?

«Da una persona così scorretta, che sosteine che l'uso delle droghe va bene, che dice che i Carabinieri fanno schifo. Da uno che ha quelle idee non mi aspetto niente. Quello che mi meraviglia è che Rai Uno non abbia nessuna consapevolezza di quello che manda in onda».

 

In che senso?

«Le dico questo perché ieri sera, appreso quanto accaduto, ho scritto un messaggio al direttore di Rai Uno Stefano Coletta, persona che conosco e che stimo». 

 

E che dice?

«Coletta mi dice, anzi mi scrive "io mica sapevo cosa andava in onda"». 

 

Si è scusato con lei?

«Non si è scusato particolarmente».

 

Cosa le ha detto?

«Che non sapeva che sarebbe andato in onda. Ora noi sappiamo che chi dirige la Rai non sa che cosa viene trasmesso». 

 

Qualcuno lo avrà saputo

«Guardi, il tema non è la frase, ci sono almeno due cose più importanti: la prima è l'uso scorretto della frase. La seconda è che la Rai mi scrive "non sappiamo cosa va in onda". E allora cosa va in onda domani al tg1? Io so che su Leggo c'è Davide Desario, il direttore responsabile, se il suo direttore non legge il suo articolo e lei scrive una stupidaggine, comunque ne risponde. In Rai come funziona?» 

 

Cosa vuole fare?

«Intanto, sto raccogliendo tutti gli insulti che sto ricevendo sui social».

 

Cioè?

«I pochi che hanno riconosciuto la mia voce e che mi hanno insultato in queste ore saranno denunciati. Sa perché a me interessa la denuncia?»

 

Sinceramente no..

«Io faccio il presidente della giunta per le elzioni. Ora abbiamo un caso interessante che riguarda il senatore Stefano Candiani della Lega. Il Senatore ha postato su Facebook un'immagine legata all'immigrazione senza alcun commento. Alcuni utenti hanno scritto dei commenti di insulti, ma lui non è responsabile di questi insulti».

 

Quindi?

«Quindi una procura siciliana ha ritenuto che Candiani invece andrebbe processato per gli insulti che alcune persone hanno scritto sulla sua pagina».

 

Inizio a capire dove vuole arrivare

«Se Candiani è responsabile di "istigazione all'odio razziale" - questa l'accusa ipotizzata dalla procura -  la stessa cosa può valere anche per Lauro e la Rai. Chi mi ha insultato lo ha fatto dopo aver visto Lauro. Se fosse vero il principio usato contro Candiani, vale anche per Lauro. Ci sono due cose a cui tengo».

 

Quali?

«Ristabilire il contesto della mia frase usata da Lauro. Perché il mio non era un giudizio su Lauro ma su quel video di Lauro».

 

Ma in quel video Lauro non contestava i Carabinieri in generale, parlava di una situazione specifica

«Fa malissimo. Se hanno perquisito dei ragazzi e hanno riscontrato che avevano delle cartine e della marijuana hanno fatto benissimo. Grandissimi i carabinieri, vorrei andarli a conoscere e congratularmi con loro, li vorrei abbracciare. Io contesto la decontestualizzazione, poi porterò in sede penale gli insulti ricevuti, e poi mi chiedo chi controlla quello che va in onda in Rai. Se domani va in onda uno che dice che Marco Esposito è un cretino lei che fa?»

 

Niente?

«Nei talk, in un programma in diretta, se si dicono certe cose sopra le righe il conduttore prende le distanze» 

 

Si aspettava che Amadeus prendesse le distanze?

«Ma non lo so, ma chissenefrega di Amadeus, mi occupo di cose più importanti. A me interessa capire come funziona in Rai. Altrimenti domani uno può dire che il Papa è un rapinatore. Il fatto che il direttore Rai Uno mi abbia detto, anzi scritto  "ma io non lo so che cosa va in onda", merita una discussione in commissione di vigilanza Rai. Oltretutto non era un'espressione in diretta. Era preparata. Non penso che uno va in Rai e dica quello che gli pare».

 

Ma quella di Lauro è un'espressione artistica, non c'è bisogno di contestualizzare forse proprio perché il messaggio era generale. Non crede? 

«Ma il direttore di Rai Uno non mi ha detto questo, mi ha detto che non sapeva che sarebbe andata in onda. Se mi avesse detto che Lauro è un'artista e fa quello che gli pare, io avrei risposto che anche io sono artista e dico e insulto chi mi pare. C'è un albo degli artisti?»

 

Non è che lei attacca Lauro per come si veste, per il bacio gay o perché rappresenta valori diversi dai suoi?

«Ma a me non me ne frega niente di Lauro, mi interessa le cose assurde che dice sui Carabinieri e l'apologia che fa sulla droga. Il problema non è la persona, ma le sue affermazioni assurde. Lui poi manipola tutto dicendo che sono messaggi di odio. Che la Rai mandi in onda questa roba senza saperlo è grave».

 

Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 13:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA