Sanremo 2020, scoppia il caso Elettra Lamborghini: cover “irregolare”, nuova bufera

Martedì 21 Gennaio 2020 di Totò Rizzo
Sanremo 2020, scoppia il caso Elettra Lamborghini: cover “irregolare”, cosa sta succedendo

Nessuno ha ancora sollevato l’obiezione ma potrebbe scoppiare un nuovo “caso” nella già travagliata corsa di avvicinamento al 70° Festival di Sanremo firmato Amadeus. E il “caso” in questione potrebbe riguardare Elettra Lamborghini, tra gli outsider della kermesse. Come da regolamento, i cantanti in gara sono stati invitati dalla direzione artistica, in occasione dell’anniversario tondo della kermesse, a interpretare per una serata speciale – quella di giovedì 6 febbraio – alcuni brani del vasto repertorio sanremese (da eseguire come solisti o con l’accompagnamento di artisti italiani o stranieri) a partire dalla prima edizione del Festival, quella del 1951. La Lamborghini ha scelto (con lei dovrebbe esibirsi Myss Keta) «Non succederà più» di Claudia Mori, brano che è stato sì cantato all’Ariston ma non in gara. La signora Celentano, in quell’edizione, la trentaduesima, datata 1982 (28-30 gennaio), propose il motivo già edito in qualità di ospite. Dovrà la Lamborghini cambiare cavallo? Anche perché le canzoni di quella serata saranno giudicate da Orchestra e Coro del Festival e il giudizio farà media nella classifica complessiva della finale di sabato 8 febbraio.

 

 

Per le scelte degli altri tutto secondo norma. Per Anastasio «Spalle al muro» (Zero), Vibrazioni con Canova per «Un’emozione da poco» (Oxa), Elodie con Aeham Ahmad per «Adesso tu» (Ramazzotti), i Pinguini Tattici Nucleari in un medley di «Papaveri e papere», «Nessuno mi può giudicare», «Gianna», «Sarà perché ti amo», «Una musica può fare», «Salirò», «Sono solo parole», «Rolls Royce». E ancora Alberto Urso con Ornella Vanoni per «La voce del silenzio» (Del Monaco), Raphael Gualazzi con Simona Molinari in E se domani (Cigliano) e Marco Masini con Arisa per Vacanze romane (Matia Bazar). Alcuni artisti hanno scelto per la loro coppia gli autori della canzone desiderata: Rita Pavone con Amedeo Minghi per «1950», Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi per «Ti regalerò una rosa», Michele Zarrillo con Fausto Leali per «Deborah», Paolo Jannacci omaggerà invece il padre Enzo con «Se me lo dicevi prima» insieme a Francesco Mandelli. Poi Piero Pelù in «Cuore matto» (Little Tony), Giordana Angi in «La nevicata del ‘56» (Martini), Diodato in «24 mila baci» (Celentano), Francesco Gabbani ne «L’italiano» (Cutugno), Tosca in «Piazza Grande» (Dalla) con Silvia Perez Cruz, Achille Lauro in «Gli uomini non cambiano (con Annalisa), Bugo e Morgan in «Canzone per te» (Endrigo), Irene Grandi in «La musica è finita» (Vanoni) con Bobo Rondelli, Levante in «Si può dare di più» (Tozzi-Morandi-Ruggeri), insieme a Francesca Michielin e Maria Antonietta, Junior Cally in «Vado al massimo» (Vasco Rossi) con i Viito, Rancore in «Luce» (Elisa) , con Dardust e La rappresentante di Lista, infine il più giovane, Riki, ripesca il brano più vecchio, «L’edera» (Nilla Pizzi) con Ana Mena.​

Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 12:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA